Twitter e i sex shop. Fenomenologia senile del cattocomunismo.

Leonardo Tondelli usa Twitter. Per raccontare al mondo che se ci sono in giro delle cose brutte, tipo l’avversione per i migranti, o l’intolleranza religiosa, o la xenofobia, la colpa è degli ebrei.

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Succede naturalmente che qualcuno gli chieda Ma chi sarà questo rabbino xenofobo? Voi vi aspettate un link. Il nome e cognome. Insomma qualcosa. Ma no, Tondelli risponde che il rabbino xenofobo esiste e bisogna credere a lui. Perché lo dice lui.

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Fin qui nulla di strano. Tondelli è solito evocare  lo stereotipo di Assalonne Mordivò che si lamenta come può. Lo fa lui e lo fa molta altra gente di sinistra, a cui piace insultare gli ebrei attingendo al repertorio della propaganda fascista. Per loro qualsiasi cosa è utile per dar contro agli ebrei, che avrebbero troppo potere nei media grazie all’uso cinico e spregiudicato della accusa di antisemitismo. Con la quale leverebbero di mezzo i critici di Israele.

“Ma per fortuna ci sono i Tondelli, che -al contrario di voi ebrei che per i vostri loschi fini abusate dell’accusa di antisemitismo- sanno distinguere tra veri e falsi antisemiti!”, recita il corollario Dannunziano.

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Sappiamo, sappiamo.  Grazie, Leonardo. Ti ringrazia per la tua indefessa opera l’intero popolo ebraico. Che per te non esiste perché gli ebrei sono una religione e dare uno Stato a una religione è una operazione molto pericolosa, che scombussola un Medio Oriente che sarebbe naturalmente molto pacifico se non ci fossero gli ebrei.

Torniamo a Twitter. Come avrete visto sopra, sono passati diversi mesi ed ancora Tondelli non ci vuole dire chi sarebbe questo rabbino xenofobo che invocherebbe la purezza etnica, guarda caso proprio come lo scrittore Yehoshua, anche lui ebreo. Ci sarà qualcosa di cattivo nell’ebraismo, dite? E se fosse una religione potenzialmente genocida?

E chi lo sa. Tondelli allude e non risponde. Lui usa Twitter per altro. Per esempio si mette a spulciare la lista dei followers di chi osa muovergli qualche osservazione. Invece di discutere nel merito, si dedica al profiling dell’interlocutore. La colpa dell’interlocutore? Avergli chiesto dove starebbe questo articolo razzista scritto da un rabbino xenofobo.

Lo so, sembra una mossa cretina, dal sapore vagamente stalinista. Perché sì, si tratta di una mossa dialettica cretina e controproducente, tipica dello stalinismo. La cui concezione di dibattito ideologico era Facciamo la mappa dei nostri nemici e poi li andiamo a prendere. Ideale secondo tempo di un brutto film, il cui primo tempo è la diffamazione, senza fonti, ovviamente.

Tenetevi forte, qui vi rivelo cosa ha scoperto Tondelli spulciando la lista dei follower su Twitter di uno che ha osato chiedergli Chi sarebbe questo rabbino razzista? e Posso vedere l’articolo di cui stai parlando? 

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Avete visto? No, dico, vi rendete conto? Ci sono persino i sex shop! Ma dico io, che depravazione morale politica e militare può avere uno che ha tra i propri followers persino dei sex shop? Uno dalla vita così peccaminosa non ha rispetto per nessuno! Osa persino chiedere a Tondelli dove sarebbe questo rabbino xenofobo che ce la ha con i migranti! Ha la faccia tosta di non fidarsi di Leonardo Tondelli! 

Che abiezione. Magari è pure sionista

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Esempio di depravazione. Un sex shop a Tel Aviv. Orrore, hanno anche il sito internet.

Non ho ben capito per quale ragione essere cliente potenziale di un sex shop dovrebbe c’entrare con l’essere sionista, con l’essere ebreo, e con avere le scatole girate quando ci si imbatte in pregiudizi antisemiti.

Vedo però che per Tondelli sono tutte cose in qualche modo rischiose. I sionisti per lui causano guerre quando gli arabi vorrebbero solo la pace. Gli ebrei non sono capaci di individuare chi sono i loro nemici perché colonizzati mentalmente da Israele.. E si fa un grande abuso della accusa di antisemitismo, per mettere a tacere quelli come lui, che criticano Israele. Forse anche i sex shop per Tondelli sono luoghi rischiosi, chi lo sa. D’altronde, e lo dice lui, in ogni relazione sessuale c’è sempre violenza e sottomissione.

E attenzione se parlate di patriarcato. Tutta questa libertà sessuale rischia di offendere i  puri, innocenti, virginali popoli del Sud del Mondo. Che loro non vanno nei sex shop. Quindi sono casti e puri. Quindi hanno ragione. E gli ebrei, invece, torto. Non vedete come sono semplici, le cose, a volerle considerare sotto la guida esperta di Leonardo Tondelli?

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2 risposte a Twitter e i sex shop. Fenomenologia senile del cattocomunismo.

  1. ysingrinus ha detto:

    Tra l’altro, interessante come Israele sarebbe pericoloso perché stato dato ad una religione ma le teocrazie islamiche no.

  2. albbrt ha detto:

    Anche io ho tra i miei followers qualcosa di poco per la quale. Ogni tanto faccio un repulisti, ma francamente e’ una perdita di tempo. Quelli ti followano nella speranza di un follow-back, a scopo pubblicitario. Non e’ indicativo di nulla avere tra i propri follower un sex shop o qualcosa di simile. Semmai potrebbe voler dire qualcosa il contrario, e cioe’ followare un sex shop (anche se, per quanto mi riguarda, la penso come te).

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