Mazzetta, Blumenthal e Tafazzi

Dovete sapere che a volte io mi chiedo “Ma mazzetta, quello che mi ha bloccato, mi legge o non mi legge?”. Per fortuna la risposta arriva puntuale. Certo che mi legge. E mi risponde anche! Che avendomi bloccato su Twitter, sapete, son cose. Rispondere a uno mentre fingi di ignorarlo, dicevo.

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Riassumiamo. Qualche giorno fa mazzetta ha scoperto che tra i sostenitori di Trump ci sono dei nazi. Invece di chiedersi se questo abbia qualcosa a che fare con, chessò, la certa simpatia che Trump ha per Vladimir Putin, leader ammiratissimo dai nazi di tutto il mondo occidentale, mazzetta ha pensato bene di usare la notizia per raccontare al mondo che i leader dell’ebraismo italiano (e il Contadino di Galilea cioè io) adesso sono tanto tristi che nessuno di quelli bravi gioca più con loro. uhe ueh.

Per qualche strana ragione, la vista di tante svastiche per strada, dovrebbe spingere gli ebrei americani, così ragiona mazzetta, ad abbracciare i palestinesi, dividere Gerusalemme, dare la cittadinanza israeliana a chiunque, non ebreo, la richieda, in modo che Israele non sia più uno Stato ebraico.

Io ho fatto notare che è anzi più probabile che gli ebrei americani, vedendo delle svastiche in giro per strada, e ricordando cosa era successo meno di un secolo fa in Europa ai loro nonni, facciano le valigie e si trasferiscano in Israele. Mazzetta la ha presa male ed è andato in giro per la rete alla ricerca di ebrei che sono d’accordo con lui. Impresa difficile, perché l’unico che ha trovato è Max Blumenthal.

Uno che si è fatto un nome tra i diffamatori professionali di Israele, dopo aver pubblicato un libro in cui sistematicamente paragona sionismo e nazismo. Si potrebbe infatti aprire un file molto corposo sulle scorrettezze e le falsità che Max Blumenthal diffonde. Ma il punto principale è che la sua opinione non è certo rappresentativa degli ebrei americani. Mazzetta, tirandolo in ballo, conferma esattamente quel che credeva di smentire.

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“Mollo tutto e me ne vado in Israele!” è infatti una reazione diffusa tra ebrei. Di sinistra, di destra e di centro, religiosi e non, ogni volta che si pensa all’antisemitismo. Probabilmente mazzetta preferirebbe che la reazione fosse un’altra, tipo “Mi unisco al proletariato in lotta ed appoggio quindi le rivendicazioni dei palestinesi”. Ma non tutti sono figli di ricchi diplomatici ed intellettuali di estrema sinistra, come Blumenthal. Scelte come quelle che mazzetta vorrebbe facessero tutti gli ebrei, non ce le possiamo permettere. Più che militare, gradiremmo poter vivere. Sarà una cosa strana da capire, specialmente per mazzetta, ma nella vita c’è molto di altro, oltre all’impegno politico.

Ho già fatto questo discorso per dozzine di volte, e non lo ripeto per esteso. Ma in breve posso dire che quando vivevo in Italia gli ebrei che conoscevo erano universitari come me. Ora che faccio il rabbino conosco ebrei che sono attori, poliziotti, fornai. Probabilmente il loro impegno politico non va oltre leggere la pagina del Guardian e scrivere una mail di protesta. Ma la maggioranza assoluta non segue, statene certi, le illuminate, internazionaliste ed antisemite, antisioniste, critiche del governo di Israele linee guida che mazzetta vorrebbe farci seguire, con colonna sonora klezmer magari.

La maggioranza assoluta degli ebrei, giusto o sbagliato che sia, continua a sostenere anche economicamente Israele, e quando non ne può più sbotta “Mollo tutto e me ne vado in Israele!”. Lo faccia o no, è un altro discorso. Volete una prova? Nei Consigli delle Comunità, eletti da ebrei, non ci sono ebrei antisionisti. Secondo voi come mai?

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Il tweet di Blumenthal che mazzetta usa per rispondere a me è parassitario, è un commento a un altro tweet, che riporta appunto la reazione automatica più diffusa tra noi semiti. Tanto diffusa ed automatica che è anche quella di una giornalista liberal. E questo è quello che fa incazzare Blumenthal, per il quale tutta Israele, tutto il sionismo, TUTTO il mondo ebraico, è corrotto e colpevole di razzismo verso i palestinesi.

Quindi eccolo puntare il ditino contro quegli ipocriti della sinistra israeliana, che predicano bene contro il razzismo altrui e razzolano male in casa loro. Sostengono, o svergognati!, il diritto di Israele di comportarsi come tutti gli Stati del mondo, ovvero di dar la cittadinanza a chi pare: ebrei, in questo caso.

Blumenthal tollera poco che ci sia uno Stato di cui gli ebrei possono diventare cittadini, senza quel sistema di quote che ha favorito i suoi nonni, e grazie al quale loro erano vivi, altri no.

tafazziMazzetta probabilmente ignora questa dialettica interna al mondo ebraico. Altrimenti non citerebbe Blumenthal con acribia tanto Tafazziana. Però, e non è la prima volta che me ne accorgo, mazzetta è uno molto incazzato con chi non è abbastanza di sinistra.

Nell’eterno, e a questo punto forse un poco demodè, scontro tra sinistra marxista, coscienza di classe, da una parte e sinistra liberale, e diritti dell’individuo, dall’altra, lui sta risolutamente nel primo campo, quello della coscienza di classe, del marxismo, del proletariato in lotta e soprattutto della assenza di compromessi con il capitale e con la borghesia.

In questa prospettiva la sinistra liberal è persino più pericolosa dei conservatori, neo o meno, perché introducendo il pericoloso concetto dei diritti individuali, p.es. della libertà religiosa, raffredda il necessario entusiasmo.

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Siamo qui nel campo dei massimi sistemi e potrei anche sbagliarmi, chissà, magari qualche concessione ai diritti individuali la ha fatta anche mazzetta, qualche volta.

Non me lo vedo a girare di casa in casa la domenica mattina cercando di vendere lotta comunista, che è il periodico di quelli che l’individuo è nulla, la classe è tutto. Magari la sua stizza contro i liberal è riservata ai liberal ebrei, che non lo seguono nella sua crociata contro Israele. Quello Stato ebraico tanto cattivo da volersi difendere invece di accogliere milionate di sedicenti palestinesi, dare loro diritto di voto e ridurre gli ebrei a minoranza.

In ogni caso, tutta questa stizza contro la sinistra israeliana dice una cosa molto chiara. A mazzetta non interessa che il conflitto tra israeliani e palestinesi venga risolto. La soluzione del conflitto infatti, richiede che palestinesi ed israeliani si mettano attorno a un tavolo e trovino un compromesso tra le richieste di una parte e le richieste dell’altra. E da parte israeliana, i più disposti a sedersi a questo tavolo sono quelli di sinistra, i liberal, quelli che fanno tanto incazzare Blumenthal e mazzetta per le loro contraddizioni interne.

Gli altri, la destra, non sono interessati alla soluzione di alcun conflitto e per quanto riguarda loro, lo status quo va benissimo e può anche continuare in eterno. Se pertanto qualcuno fosse davvero interessato alla pace tra Israele e palestinesi e magari alla nascita di uno Stato di Palestina, dovrebbe cercare intese con la sinistra, non sottoporli a esame ideologico per evidenziare nella prassi contraddizioni tra appartenenza e ideologia.

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Pronti per l’esame ideologico?

Che è invece quel che mazzetta fa. “Avete visto, dicono di essere liberal ma non sono di vera sinistra ed adesso li ho sbugiardati, ecco!”. E lo scrive e lo cita e lo twitta e lo ritwitta. Manco la sua opinione sulla sinistra ebraica, o israeliana, interessasse a qualcuno. Oltre si intende al sottoscritto. Che a me interessa, eh. Purtroppo mi ha bloccato. E non mi legge. Vero?

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2 risposte a Mazzetta, Blumenthal e Tafazzi

  1. Paolo M. ha detto:

    “Mollo tutto e me ne vado in Israele!” è infatti una reazione diffusa tra ebrei.

    Ti credo sulla parola! Infatti l’equivalente reazione diffusa tra gli italiani è “Mollo tutto e me ne vado all’estero!”

  2. Michele M. ha detto:

    Giustissimo. Quando era al potere Berlusconi, una buona metà degli italiani diceva di voler emigrare (magari nella Spagna di Zapatero)… ma mi pare che quella metà sia ancora qui. E la Spagna che Zapatero ha lasciato in eredità non è più così attraente…

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