Yevhārēkh-khā

Ci sono due tipi di antisemiti. Quelli che odiano gli ebrei, punto. Per esempio il testa di cazzo che scrive sui muri o su Twitter frasi sui forni.

E poi ci sono quelli che coprono il loro odio verso gli ebrei con motivazioni di carattere ideale. Per esempio loro non ce la hanno con il sionismo, ma con tutti i nazionalismi. E particolarmente con quelli che permettono a persone nate in Polonia di vivere dove dovrebbero vivere solo arabi. Ovviamente la pulizia etnica per loro un crimine contro l’umanità. Non quando Hamas caccia gli ebrei da Gaza, però.
E non ce la hanno specificamente con la macellazione rituale. Loro ci tengono moltissimo ai diritti degli animali. Incluso quello di essere impallinati dai cacciatori, verso cui di solito impiegano meno energie.
E non ce la hanno mai con l’ebraismo come religione. Ce la hanno con tutte le religioni, ma se la prendono con l’ebraismo perché se non lo fanno loro non lo fa nessuno, sapete gli ebrei sono troppo potenti nei media e non si può mai criticarli senza passare per antisemiti. Proprio loro antisemiti, ma figuriamoci. Ce la hanno con tutte le religioni, ma se la prendono particolarmente con gli ebrei perché eccetera eccetera.

Io mi imbatto più spesso in antisemiti di questo secondo tipo, che nelle teste di cazzo del primo tipo. I quali probabilmente non cercano di contattare ebrei sui social media o su Usenet per convincerli che hanno torto e che Israele fa tante cose brutte perché è uno Stato ebraico.

E c’è una cosa che ho notato, in questo tipo di antisemiti. Per qualche strana ragione hanno una passione per qualche autore ebreo, per qualche filosofo ebreo, per i film di qualche regista ebreo. Ci sono feroci odiatori di Israele che amano Bob Dylan per esempio. Sono antisemiti con una passione per qualcosa di ebraico, che generalmente non può rispondere a loro. Tipo un peluche ebreo, da mostrare agli amici per dimostrare che non sono antisemiti.

Magari la ragione per questa attrazione è profonda, di carattere psicologico. Odiano gli ebrei per invidia, perché non possono essere come quel musicista ebreo della cui biografia conoscono ogni dettaglio. Una specie di invidia del pene circonciso. O forse, scavando nel profondo, trovi la contraddizione nata dentro la loro limitata mente quando erano piccoli e qualcuno ha spiegato loro che Gesù era ebreo ma anche no. E quindi hanno questa feroce e dilaniante ambivalenza e più detestano gli ebrei perché sono troppo potenti e ricchi e più devono far sapere che almeno uno (proprio come Gesù) se ne salva perché è debole e povero. Vai a sapere.

Il razionalismo, il richiamo a elementi comuni a tutta l’umanità, è uno degli stratagemmi retorici preferiti da questo genere di antisemiti. Premettere che “tutti gli esseri umani sono uguali”, secondo loro, nobilita in qualche modo il loro reale messaggio: “quindi voi ebrei cosa cazzo volete?” aka perché pretendete uno Stato? perché volete riposare il sabato e non la domenica come tutti? perché praticate la vostra tribale e ristretta religione?

Gli antisemiti di questo tipo, quelli che usano il razionalismo come Viagra per le loro argomentazioni falliche, vogliono convincere chi li legge che l’ebraismo sarebbe una religione arcaica e piena di superstizioni. E cioè che gli ebrei sono mica come loro che sono uomini di mondo e non credono a Dio. Non credere a Dio, per questi ex cattolici significa fare gli auguri a Natale senza pensare alla ragione per cui la festa esiste.

Capirete quindi che l’esistenza di maledizioni e benedizioni ebraiche li manda particolarmente in bestia. Questi sostenitori della uguaglianza universale tra esseri umani fingono stupore quando scoprono che gli ebrei, come tutti gli esseri umani, ogni tanto se la prendono con i loro nemici (=maledizioni) o augurano qualcosa di buono per il futuro (=benedizioni).

Una delle benedizioni ebraiche più antiche è la Birkhat Cohanim. La benedizione dei Cohanim, i sacerdoti che lavoravano nel Tempio di Gerusalemme. La trovate nella Bibbia, Numeri 6:23–27

Che il Signore ti benedica e ti protegga.
Yevhārēkh-khā Adhōnāy veyishmerēkhā יְבָרֶכְךָ יהוה, וְיִשְׁמְרֶךָ‎
Che il Signore si volga verso di te ti guardi dall’alto e Ti conceda grazia.
Yāʾēr Adhōnāy pānāw ēlekhā viḥunnékkā יָאֵר יהוה פָּנָיו אֵלֶיךָ, וִיחֻנֶּךָּ‎
Che il Signore ti guardi e ti conceda pace”
Yissā Adhōnāy pānāw ēlekhā viyāsēm lekhā shālōm. יִשָּׂא יהוה פָּנָיו אֵלֶיךָ, וְיָשֵׂם לְךָ שָׁלוֹם‎

(nota: l’italiano è una mia goffa traduzione).

La Birkhat Cohanim è parte della liturgia. Durante molte funzioni nel corso dell’anno, i Cohanim, vale a dire i discendenti dei sacerdoti, salgono sul pulpito, mettono le mani in questa strana posizione e recitano la benedizione.

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E’ una parte del culto ebraico molto antica, probabilmente già in uso all’epoca di Gesù e certo praticata nello stesso identico modo quando quel mercante di cammelli ancora doveva inventarsi il Corano (sì, certo, ho scritto inventato. Perché ve la prendete? avete detto che trattate tutte le religioni allo stesso modo, vero?).

Come capita, anche Leonard Cohen era un Cohen, cioè uno dei Cohanim. Era anche un artista profondamente ebreo. Temi biblici e temi della letteratura rabbinica sono enormemente presenti nella sua opera. Basta pensare a Who by Fire, ispirata a una della preghiere ebraiche più famose. O a Hallelujah. Se poi andiamo nella sua poesia c’è molto, molto di più.

Certo, ci sono antisemiti del secondo tipo, che conoscono Leonard Cohen probabilmente più di come lo apprezzo io. Cercano ovviamente di ignorare episodi come quando, nel 1973, appena appreso che Israele era per un’altra volta sotto attacco da parte di eserciti arabi, Leonard Cohen prese l’aereo e corse a cantare per i soldati, ebrei come lui, che non erano soli.

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Quello accanto è Ariel Sharon, il cattivissimo.

Sono gli stessi attivisti, antisemiti appunto, che cercarono di impedire che Leonard Cohen si esibisse a Tel Aviv nel 2009.

Non è infatti raro, per questa gente che vuole far sparire lo Stato ebraico e ridurre gli ebrei a cittadini di seconda categoria, cercare di convincere vari artisti, con le buone e spesso con le cattive, a non esibirsi in Israele. Il motivo è abbastanza semplice. Vogliono che Israele, e gli ebrei, vengano isolati. Che vengano trattati come criminali la cui compagnia va evitata, o come lebbrosi che portano qualche malattia contagiosa. Il boicottaggio di attività economiche ebraiche ha infatti una lunga storia.

negozio

Attività antisionista, Italia, 1938

E cercare di impedire, anche con le minacce, che un musicista si esibisca in Israele, fa parte della normale pratica politica degli antisemiti.

A questo genere di minacce Leonard Cohen rispose da signore, come era caratteristico. E da ebreo. Ovviamente tenne il concerto, nonostante le minacce di ritorsioni. E in conclusione del concerto, a Tel Aviv, diede la Birkhat Cohanim, nella maniera tradizionale, a tutti quelli che erano venuti ad ascoltarlo, e avevano rifiutato di dare retta agli antisemiti truccati da pacifisti.

Non so come gli antisemiti razionalisti, quelli che hanno tutti i dischi di Leonard Cohen, o di Bob Dylan, possano aver reagito di fronte a questo atto tribale, superstizioso e ovviamente razzista antipalestinese ed islamofobo.

So come ho reagito io. Con un sorriso e dicendo Amen. E me lo ricordo oggi, anniversario della morte di Leonard Cohen.

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5 risposte a Yevhārēkh-khā

  1. ben ha detto:

    … che è poi il canto iniziale che accompagna la cerimonia del Kippur che si tiene al Tempio Maggiore di Roma e trasmessa ogni anno in differita da RadioUno dopo il Gr delle 20,00…
    Credo…

  2. busfahrer ha detto:

    Leggo solo ora.
    La Birkhat Cohanim ha ispirato anche Leonard Nimoy (che era appunto ebreo) per il “saluto vulcaniano” di Spock, solo che per non dissacrare la benedizione ebraica lo aveva ridotto ad una sola mano. Da quanto sai, anche Nimoy era un Cohen?
    Riguardo al concerto di Leonard Cohen in Israele… un artista non può esser libero di esibirsi dove preferisce?
    PS: è normale che mettendo l’e-mail la parte prima della “chiocciola” sparisca quando si digita questa (ho dovuto scrivere il @eccetera e poi tornarci a sinistra per scrivere l’altra parte)?

  3. Michele M. ha detto:

    Un aneddoto personale sulla famosa foto di Cohen con Sharon. Qualche anno fa, su Twitter qualcuno nella mia lista di contatti posta quella foto, con tanto di commento disgustato. Cohen con Ariel Sharon, orrore. (Sottinteso: Cohen complice dei massacri di Sabra e Shatila!). Rispondo e spiego che Sharon comandava una divisione corazzata durante la guerra del ’73, quindi quella non era una foto di “Leonard Cohen con Ariel Sharon” ma una foto di Cohen col comandante della divisione che aveva ospitato l’esibizione del cantante. Poteva essere il generale Elazar in persona, o qualunque altro ufficiale. Risposta piccata: “E’ una foto di Cohen insieme ad Ariel Sharon. Punto.” Il principio di questa gente è che, quando hai a che fare con gli ebrei, non puoi lasciare che i fatti interferiscano con le tue opinioni.

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