Son tempi duri

Il punto più interessante di questa livorosa ricostruzione parastorica di parte palestinese è la ammissione che in Italia i peggiori nemici di Israele (e degli ebrei), durante la Prima Repubblica, siano stati “forze progressiste dentro la Democrazia Cristiana”.

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107554480Trattandosi della DC, difficile escludere il sospetto che in questo sostegno per la Palestina ci fosse lo zampino del Vaticano. Ve lo ricordate la buonanima di mons. Bumbum Capucci che, nel 1974, protetto dal passaporto vaticano, riforniva i palestinesi di Kalashnikov?

Queste forze democristiane che secondo i palestinesi sarebbero state progressiste (uhm… come sarà la legislazione palestinese in materia di aborto e divorzio? Forse corrisponde ai desideri dei progressisti democristiani)  avevano degli interlocutori all’interno del Partito Comunista. I famosi cattocomunisti. Quelli che, per citare la Fallaci, volevano trasformare l’Italia in un immenso monastero.

Il progetto, ovviamente, è fallito. Sarà stato l’edonismo reaganiano, il Drive In inteso come trasmissione, le televisioni di Berlusconi appunto, i radicali ed il piano Kalergy di indebolimento demografico dell’Europa cristiana, i servizi segreti israeliani (quelli c’entrano sempre), Craxi, la lobby di Lotta Continua, la mafia che ce la aveva con Leoluca Orlando, tutta la galleria di nemici che volete. Ma insomma grazie a Dio il cattocomunismo è finito nella pattumiera della storia.

Sicché oggi può succedere che gli organizzatori del Giro d’Italia decidano di far partire la prossima edizione della competizione italiana nazional popolare per eccellenza, proprio da Gerusalemme. E che Netanyahu abbia la brillante idea di offrire al papa nientemeno che la photo opportunity di dare il via alla competizione. Dopotutto il papa a Gerusalemme, capitale di Israele,  è sempre ospite gradito. E da quando Gerusalemme è sotto sovranità israeliana, la città vive un periodo di pace tra le religioni sconosciuto in precedenza. Magari accetta.

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Ovviamente la hanno presa malissimo i rottami del cattocomunismo.  Il link è al blog di uno di loro, che da scout cattolico è passato ad essere militante paracomunista e ad organizzare, davanti alle sinagoghe, raccolte di firme pro Palestina. Location scelta con delicatezza, vero? E chi se ne frega se si spaventano gli ebrei italiani, che dei palestinesi conoscono gesta come l’attentato alla sinagoga di Roma. Non poteva mancare la petizione con centinaia di nomi (sempre i soliti ma vabbé).

Ed ovviamente, come poteva mancare, l’appello alla manifestazione di tutte le forze democratiche e progressiste (o democristiano progressiste?) contro l’occupazione  ebraica sionista del Giro d’Italia. Perché, sapete Gino Bartali non sarebbe stato d’accordo, proclamava pomposa la Associazione di Amicizia Italo Palestinese. Venite numerosi, diceva il volantino, portando bandiere palestinesi.

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La pagina Facebook della predetta associazione documenta la riuscita dell’evento. Visto le centinaia di migliaia di firme raccolte uno si aspetta un grande successo, ed infatti…

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Un successone! Ed avete notato come è bassa l’età media dei partecipanti? Certo, la causa palestinese ha messo radici nel cuore del numeroso popolo della sinistra italiano e le prossime generazioni saranno sempre più dalla parte dei palestinesi.

Se non ci si mette il Black Friday di mezzo. Vi chiederete cosa c’entri il Black Friday, questa orgia neoliberista, con la sacrosanta causa palestinese che i democristiani progressisti hanno fatto propria. Beh, ci sarebbe una ipotesi, avanzata da sottoscritto. Scherzando, intendo. Purtroppo quello che ha risposto non scherzava mica.

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Non credo che questo FrancescoPraxis sia un democristiano progressista. Anche se a quanto pare condivide una delle cause più care a quel settore del mondo politico italiani della Prima Repubblica. E’ più probabile che pensi di essere un comunista.

Però viene da chiedersi come mai si trovi a credere verosimile una trollata rudimentale come quella di cui sopra. Forse perché, nella sua testa, è possibile che i sionisti riescano a condizionare le menti dei commercianti italiani e dei consumatori italiani, manovrando perversamente in favore del consumismo e contro la Palestina.

Che ve lo vedete proprio un comitato ristretto di agenti segreti i che, in una riunione segreta nei sotterranei della ambasciata israeliana intima ai proprietari dei supermercati, ad Amazon e a Google di tenere aperta bottega e mettere in vetrina roba scontata, con il solo scopo di far fallire l’oceanica manifestazione fiorentina contro il Giro d’Italia. A me sembra una stronzata pazzesca favola, ma uno che crede al materialismo storico ed a quello dialettico, evidentemente, la trova plausibile.

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8 risposte a Son tempi duri

  1. matanah ha detto:

    ma se lo ammoccano ancora che sei antisionista, palestinese, contadino e che vivi in galilea?
    ma come fanno? 😀

    • matanah ha detto:

      e secondo questi 13 eroi il Giro d’Italia parte il 4 Maggio, a primavera, col tepore dell’inizio della bella stagione per caso? incoraggiamoli, organizziamo un Giro d’Europa a Gennaio, magari con un colpo di fortuna ci liberiamo dello zoccolo duro
      (lo so, ho scritto una cattiveria 😦 )

  2. busfahrer ha detto:

    Dimmi che è una barzelletta che hai scritto, dimmelo, per favore!
    Non dirmi che è tutto vero, potrei perdere fiducia nella specie umana…

  3. Finrod ha detto:

    se vai sul sito dell’UDAP (Unione Democratica Arabo Palestinese) il loro ultimo (o penultimo, se le preferisci in italiano piuttosto che in arabo) comunicato è ottimo materiale per il contadino 😉

  4. geolimes ha detto:

    e parlano pure con i morti….

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