Mestiere di vittima

Quando facevo il servizio civile, uno dei miei boss, un antisemita di sinistra che il primo giorno mi chiese come mi sentivo quando i soldati israeliani rompevano le braccia ai bambini palestinesi, era un tale che chiudeva sempre ogni discussione, e di discussioni ce ne erano molte in quel posto, dicendo che nel 1976, o giù di lì, i fascisti gli avevano sparato. Il che era vero. E per quello veniva considerato una specie di eroe.
Il fatto che gli avessero sparato mentre andava a puttane e non, come aveva raccontato la stampa, da quella extraparlamentare a quella locale, mentre andava ad attaccare manifesti, è tutta un’altra faccenda. Ma su quel genere di ambienti dice molto.
Esercitava anche lui il mestiere di vittima. Vero, sostenitori della Balzarani?
Lei ha detto una cazzata, che voi siete imbecilli ad applaudire, ma non è questo il punto. Siete comunque imbecilli, non mi stupisce
Detto questo, se proprio non volete leggere Christopher Lasch, che la psicoanalisi vi fa paura (aka “sono tutte balle“) e poi lui era troppo protestante per un Paese che trova la propria unità nei condoni e nelle assoluzioni, almeno rileggete “La cultura del piagnisteo” di Robert Hughes.

 

Sì, perché c’è qualcosa di profondamente sbagliato quando il solo fatto di essere vittima, qualcosa cioè che ti è capitato. conferisce una autorità morale che non hai lavorato né studiato per ottenere.
Che le vittime abbiano sempre ragione, proprio perché vittime, è uno dei dogmi fondamentali dell’identità della sinistra. E quanto è irritante quando sono gli altri, ad argomentare allo stesso modo.
Ma come si permettono, gli altri, quelli che non sono di sinistra, di dire che sono vittime anche loro? Non è possibile. Loro non sono come noi. Non sono della nostra tribù. Sono di destra. Devono essere, in qualche modo, colpevoli.
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4 risposte a Mestiere di vittima

  1. ysingrinus ha detto:

    Mi fa rabbrividire il pensiero che qualcuno possa applaudire quella donna ed i discorsi che fa.

  2. busfahrer ha detto:

    Devo dire che questo post me lo aspettavo.
    Come non fare il paragone con il mestiere di vittime fatto da taluni personaggi con (o anche senza) asciugamani in testa?

    uno dei miei boss, un antisemita di sinistra che il primo giorno mi chiese come mi sentivo quando i soldati israeliani rompevano le braccia ai bambini palestinesi

    Che anno era, giusto per comprendere meglio?

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