Giovedì podcast. Magnus Archives

Magnus_1400_black_reeeMagnus Archives è il Game of Thrones dei podcast genere horror de paura. L’idea è semplice. L’archivio del Magnus Institute, una bizzarra organizzazione dedicata allo studio del paranormale, è in un casino pazzesco. Il nuovo archivista ha deciso di metterlo in ordine. E legge e cataloga tutti i report trovati in archivio, casi a volte esaminati a volte no (l’archivio infatti è un casino, come vi ho detto).

Le storie sono raccontate in maniera fantastica, con precisione da brivido. Più di una volta vi troverete con Google Maps a verificare gli orari di apertura di quel charity shop dove un attore teatrale ha comprato, verso le 10.00 di sera, un libro in sanscrito per solo 4 pound. E poi ha trovato la sola identica altra copia esistente,  nella casa di una signora, morta da quattro anni. Ma la signora, due settimana fa, stava prendendo il te con l’attore.  Oppure cercherete su Google Maps, quella casa londinese nella cui pattumiera condominiale c’erano così tanti pezzi di bambole. E denti umani. Come riportato da un netturbino.

Come vi ripeto, e viene ripetuto almeno due volte a puntata, l’archivio è in un gran casino. Si resta con il dubbio se ci sia un filo conduttore, un tema comune, qualcosa che unisce la storia della bara che è stata consegnata a uno studente a Bournemouth, dopo che uno sconosciuto lo ha avvicinato ad Amsterdam, e il libro trovato del charity shop. Sia l’attore che lo studente hanno ricevuto in una busta chiusa una somma stratosferica di denaro, in biglietti nuovissimi, da sconosciuti perfettamente vestiti.

La struttura a puntate non vi obbliga a faticose elucubrazioni per rinfrescarvi la memoria sul background dei personaggi,  o su episodi precedenti. L’apparato è spartano.  C’è il Wiki, costantemente aggiornato, ma niente Tumblr ufficiale e nessun gruppo Facebook o account Twitter. Per quel che vedo anche su Reddit c’è poco. Ripeto, non servono. La qualità della registrazione è eccezionale, la colonna sonora azzeccata. Gran bel podcast, meritatamente alla terza stagione. E continua.

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