Domani andrete a manifestare

Dunque domani andrete a manifestare.

Domani andrete a far sapere al mondo che state dalla parte dei popoli oppressi contro il Grande Capitale Internazionale e le Multinazionali e le Banche. Anche i fascisti erano contro l’usurocrazia giudaica.

Domani andrete a raccontare al mondo che con Assad e Fidel Castro la ggente (non il proletariato: la ggente, il popolo) ha la mille lire al mese, solo quella ma ce la hanno tutti. Come durante il Fascismo, in Italia.

Domani andrete a manifestare perché è bello trovarsi sotto le stesse bandiere, scandire gli stessi slogan, diventare parte di una massa unita dagli stessi ideali, esibire i numeri e l’entusiasmo. Cosa che i fascisti facevano ogni settimana.

Domani andrete a manifestare, e dopodomani non sarà cambiato nulla, come nulla cambiava dopo le liturgie e le adunate e le sfilate dell’epoca fascista. Salvo l’aver ripetuto degli slogan ed utilizzarli per proteggersi da una realtà molto più complicata.

Domani andrete a manifestare e ci saranno anche degli ebrei. C’erano anche con i fascisti. Figure tragiche, che pensavano di scacciare il pregiudizio antisemita mostrando ieri di essere più fascisti dei fascisti, ed oggi più comunisti dei comunisti.

Ieri, come oggi, antisionisti. Convinti che gli ebrei non dovessero essere popolo ma essere leali a qualche altra bandiera. E poco importa se sotto quelle bandiere, nere ieri, rosse oggi, ci sono anche degli antisemiti. Passerà, si illudono. E si illudevano.

Domani andrete a manifestare. A raccontare al mondo la vostra versione della storia, in cui i fascisti nascono tali e restano tali anche dopo la sconfitta, perché la politica per voi non è questione di scelte, ma di appartenenza tribale. E come esiste la tribù dei neri, che sono sempre cattivi (ma perché non ammazzarli da piccoli, allora?) esiste anche quella dei rossi, che sono sempre dalla parte giusta e se uccidono uccidono solo per motivi buoni.

Domani andrete a manifestare, da fascisti, nel nome dell’antifascismo. Offendendo ancora una volta quelli che furono antifascisti prima dell’otto settembre, che non si intrupparono in manifestazioni di massa, che furono convinti che anche i fascisti potessero cambiare, che non credevano alla rappresentazione caricaturale della storia, rischiavano di persona per illustrare la complessità della storia e dell’economia e che in più di un caso erano dei rompicoglioni ed erano anche ebrei.

Domani andrete a manifestare perché è il 25 aprile, è la festa degli antifascisti e voi avete un fascista interiore che volete esorcizzare. Senza riuscirci. E quindi griderete più forte, senza accorgervi che avete la stessa voce dei vostri lugubri ed immaginari nemici, a cui assomigliate ogni anno sempre di più.

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