A quasi 50 anni non credo più alla soluzione a due Stati. Il conflitto in Medio Oriente, meglio, uno dei tanti conflitti, come quello tra sciiti e sunniti, è lì per rimanere. Come in Irlanda. Non sono esattamente un simpatizzante di Peace Now, Sinistra per Israele e simili. Ma leggo come e quanto gli appartenenti a questa area, chiamiamoli i sionisti di sinistra, vengono insultati ogni giorno da pro arabi e pro palestinesi. Ce la hanno più con loro che con gli ebrei come me, che si dichiarano sionisti senza aggettivi e che teoricamente dovremmo essere i loro nemici.

No, i nemici principali dei propalestinesi sono quegli ebrei che credono alla convivenza e al dialogo. Si prendono ogni giorno del razzista, dell’integralista, del colonialista, del corruttore della pura e morale gioventù palestinese combattente. E devo dire che mi dispiace davvero.

Da un lato devo dire che mi fanno abbastanza pena per il loro patetico giustificarsi. Il propalestinese dice che sono fondamentalisti? Loro si affannano a spiegare che gli integralisti sono altri, che ebrei e musulmani sono uguali, che da ambedue le parti ci sono moderati. Laici, dicono. Tradendo una profonda ignoranza. I laici ci sono nelle religioni in cui ci sono sacerdoti. Laici sono i non sacerdoti. E né Islam né ebraismo hanno una casta sacerdotale. Più che essere laici, questi sono gente che crede che tutte le religioni siano variazioni imperfette del cattolicesimo. In altre parole, sono cattolici anche loro. Senza saperlo.

Il propalestinese tira fuori la manfrina stalinista sul sionismo arma dell’imperialismo americano? E loro rispondono con una improvvisata conferenza sulla storia del Bundismo e del socialismo ebraico, come se leggere il titolo dell’Internazionale in ebraico o addirittura in yddish servisse a fermare i missili da Gaza. Eccetera.

E’ abbastanza chiaro che il propalestinese in questione ha problemi con l’ebraismo. Anche se è ebreo anche lui. Infatti, se è ebreo, il propalestinese prima o poi ti racconterà di come la famiglia lo abbia osteggiato da quando ha sposato una donna non ebrea e ti inanella gli orrori della sua educazione ebraica e del lavaggio del cervello prosionista che avrebbe ricevuto in giovane età.  Dal che si deducono due cose. Il propalestinese ebreo in questione non conosce argomento più interessante di sé stesso, e la sua militanza politica deriva da una rabbia adolescenziale che deve ancora trovare uno sfogo.

Per quanto riguarda i propalestinesi “gentili”, la loro confusione ideologica è del tutto simile a quella psicologica dei propal ebrei. Non si capisce cosa vogliano. Un mitologico Stato laico, che non si riesce a realizzare nemmeno in Francia? Finirebbe con una guerra civile tra arabi ed ebrei, simile a quella che ha devastato la Yugoslavia negli anni Novanta. Uno Stato islamico come quello che Hamas ha messo in piedi a Gaza? Esiste qualche Stato del genere da cui la gente non voglia scappare?

In sintesi, i propalestinesi in questa fase storica sono come Syd Vicious nel 1977. I don’t know what I want but I know how to get it. Non so cosa voglio ma so come ottenerlo. Distruggendo Israele. Levando dalla faccia della Terra ogni manifestazione esterna e visibile dell’ebraismo.  In questa furia contro Israele, e nell’obiettivo che si pongono, hanno un terreno comune con quei propalestinesi che continuano a dichiararsi ebrei.

Li trovo patetici, in questa affannosa ricerca della faccia migliore dell’ebraismo da presentare, che tanto ricorda quella del buffone ebreo che cerca di far ridere il soldato delle SS sperando di finire per ultimo nei forni crematori (avete notato che a loro piace moltissimo l’umorismo ebraico?). Ma mi fanno davvero pena per la serie di insulti e di offese che ricevono.

Quelli che li insultano, d’altra parte, sono di solito in malafede. Dicono di volere la soluzione di un conflitto, ma sono comunque convinti che la nascita di Israele sia stata un errore da correggere. E difatti il loro modo di argomentare è svelare la malafede altrui. E i sionisti di sinistra si prestano al gioco. Si prendono la serie di offese di cui sopra. I “Non sei veramente di sinistra perché ancora difendi Israele”. “Il tuo eroe Rabin era un criminale di guerra”. “Non vuoi veramente la pace”. “Per colpa di quelli come te la sinistra perde”. “Sei corrotto, cattivo, marcio dentro“. Eccetera.

Logica vorrebbe che per i sostenitori dei palestinesi, quelli che vogliono la scomparsa di Israele, i principali nemici siano i sostenitori di Israele, non quelli che sperano che tra Israele e Palestina ci possa essere un giorno la pace. Invece no. Aprite uno qualunque dei siti propalestinesi, da Mondoweiss a Electronic Intifada, e contate quanti articoli sono dedicati ad attaccare il governo di Israele e quanti le organizzazioni ebraiche della Diaspora che sostengono la soluzione a due Stati. Questi ultimi, assieme agli attacchi ai laburisti israeliani, che (avete indovinato) non sono veramente di sinistra, sono decisamente la maggioranza.

Ripeto, mi dispiace. Anche se ci potrei vedere una specie di giustizia storica. Dopotutto la storia sta proprio dando ragione a chi da sempre sostiene che con Abu Mazen non è possibile alcuna pace, perché è un autocrate ed un antisemita, e che i palestinesi non smetteranno mai di pretendere il diritto al ritorno, ovvero la distruzione dell’unico Stato ebraico al mondo. Loro obiettivo è rendere gli ebrei di nuovo profughi e possibilmente morti.

Non ho mai amato discutere con i sionisti di sinistra. Perché rivolgersi a loro significava prestarsi al loro gioco. Hanno spasmodicamente bisogno di un sionista cattivo ed integralista per mostrare al pubblico, ed al loro super ego di sinistra, che loro sono diversi. Che loro sono la faccia buona e dialogante, mentre quegli altri sono i cattivi, speculari agli integralisti musulmani ed ai terroristi islamici. Se notate, Netanyahu non ci discute mai, non si presta a questo gioco. Ed infatti vince le elezioni. Da venti e più anni.

Ma ripeto, anche se si tratta di persone politicamente disoneste, che manipolano gli argomenti dell’interlocutore per fare bella figura agli occhi del pubblico, anche se la loro ignoranza è pari solo alla arroganza intellettuale, anche se vivono in una bolla costruita dalle loro stesse fantasie, anche se la loro principale attività è stata per anni, ed è ancora, cercare di umiliare chi vive un altro tipo di realtà, in sintesi, anche se si tratta di patetici individui privi di spessore intellettuale e incapaci di empatia ecco, mi spiace quando vedo che li prendono a male parole.

Chissà quanto soffrono, i sionisti di sinistra, in questi giorni.

Questa voce è stata pubblicata in Comunicazioni personali e politiche, Israele, Italia. Contrassegna il permalink.

2 risposte a

  1. Paolo M. ha detto:

    Ottimo post. Complimenti!

  2. Pingback: DUE STATI PER DUE POPOLI | ilblogdibarbara

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