Destra, sinistra e crocefissi

Schermata 2018-08-13 alle 09.32.02Devo dire che non mi sono molto stupito, quando mi è capitato sotto gli occhi l’articolo che Leonardo Tondelli ha pubblicato su The Vision per far accettare il crocefisso a tutti.

Ci ho trovato tutti i classici stilemi dell’autore, dalla concessione paternalista al senso di giustizia dei lettori (“anche io mi incazzo, sapete”) al Marx imparaticcio su qualche Bignami leggiucchiato nei sedili in fondo del bus durante la gita degli degli scout cattolici, mentre gli altri ci provavano con le ragazze.  La legge è una roba dei borghesi, “i rapporti di classe sono quello che conta”, e ci sono (rullo di tamburi, arrivano i nostri eroi) preti dalla parte dei poveri. Il perfetto teorema del cattocomunista.

Poi però ho letto l’articolo di Matteo Matzuzzi su Il Foglio. Questo lo linko, perché gli autori ed editori sono meno capricciosi con me di quanto sia Tondelli, a cui proprio non piace essere linkato da me.

Schermata 2018-08-13 alle 09.34.38

E siccome ho una certa età mi sono ricordato i tempi di papa Ratzinger, quando Ferrara e il Foglio avevano inventato  i teocon, versione italiana e cattolica dei neocon, antiabortisti e filoisraeliani che mi avevano scombussolato le idee (anche per colpa del fatto che Camillo Langone scrive bene). E con mia sorpresa ho trovato argomentato in maniera pacata e molto convincente, che il crocefisso è uno stimolo visuale per la riflessione interiore, non va usato come simbolo per marcare i confini come le pisciate dei cani.

Ecco, il confronto tra questi due articoli mi sembra dica molto sull’Italia di oggi.

Una sinistra che cerca di farsi ascoltare dalla maggioranza, facendo appello al conformismo e con linguaggio populista. E non ci riesce, perché Lega e CinqueStelle sono molto più bravi, loro il populismo lo parlano dalla nascita. E una destra che difende il minimo di umanità di cui abbiamo bisogno. Una destra che esiste e che nessuno ascolta.

Probabilmente c’entra qualcosa il fatto che in Italia la sinistra, o un certo tipo di sinistra, ha avuto l’ambizione di sostituire la religione, di dare ai propri fedeli un senso di appartenenza, dei simboli, una identità, persino un calendario (25 Aprile, Primo Maggio…) con i propri santini (quante immagini di Che Guevara).

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2 risposte a Destra, sinistra e crocefissi

  1. Finrod ha detto:

    peccato però che l’articolo del Foglio lo possano leggere solo gli abbonati… O forse tanto peccato no, perché per anni quel giornale è stato un posto dove si potevano leggere articoli decisamente anticonformisti ma scritti bene e senza bava alla bocca, a volte condivisibili e a volte no, ma appunto se volevi leggere qualcosa di “diverso” su argomenti come Bush, global warming, Israele, bioetica s.l. e tanto altro, e non gli articoli fotocopia di Rep, Corriere etc. rimaneva solo il Foglio. Che allora era di destra. Oggi, beh, se voglio leggere dei rant (magari anche che dicono cose giuste, eh) su Trump o Di Maio, boh, pesco un giornale qualsiasi e il Foglio non serve più, ci trovo le stesse cose degli altri. E non lo definirei neppure più di destra, semmai è su posizioni vicine al PD (che per un Leonardo è già destra, questo sì). Del Foglio di qualche anno fa rimangono giusto gli articoli su Israele e pochissimo, ma veramente pochissimo altro, e per quando possa voler bene allo stato ebraico, è troppo poco per continuare a comprarli (in passato sono anche stato abbonato…) o anche solo seguirli su twitter.
    Questo tralasciando il fatto che di Israele scrive Meotti che è abbastanza una mixed bag, per quello che mi rigaurda.
    Chiedo venia per la lenzuolata di commento 🙂

  2. Maimonides ha detto:

    Sono d’accordo, il Foglio ha cambiato pelle, proprio per questo motivo ho cominciato a comperarlo. Si è assestato su posizioni autenticamente liberali, che aderiscono a quelle del PD solo nella misura in cui quest’ultimo ha abbandonato un impianto comunista per accostarsi a una piattaforma più “borghese”. Ciao!

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