Non chiedere voti. Un Tondelli d’annata.

L’approccio di Corbyn è quello di un solido marxista che dietro a ogni fenomeno riconosce la sagoma della lotta di classe: la polemica contro gli speculatori che lasciano le case sfitte in attesa che i prezzi risalgano è un suo tradizionale cavallo di battaglia. Dietro allo spot populista (compriamo subito ottomila case, nessuno dormirà più per strada) c’è quindi l’abbozzo di un programma sociale: daremo alle autorità locali il potere per requisire le abitazioni che non vengono deliberatamente immesse nel mercato. C’è l’identificazione di un nemico di classe: il proprietario che non vende o non affitta. Lui probabilmente non voterà Corbyn, e Corbyn senz’altro il suo voto non lo chiede. [Leonardo Tondelli, da qui]

Bella roba, non chiedere voti

NB: Per costruire case servono soldi, i soldi li prestano le banche, le banche si prendono le case (con prestanome via AirBnB) entro pochi anni (1). Il problema dei senza casa si affronta investendo sulla assistenza alle malattie mentali e aiutando chi non sa a chi rivolgersi a trovare sussidi. Come si faceva durante il governo di Tony Blair. Uno che riusciva a farsi votare da proprietari di case E da chi viveva in affitto.

(1) Cosa nota a tutti, tranne alla minoranza di imbecilli che vive a Islington, e ancora crede alle favole marxiste, e alla distinzione tra antisionismo ed antisemitismo. E pensa che le elezioni si vincano non chiedendo voti.

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