Non succederà, ma se succede…

I Tory cercano il successore di Theresa May. Tra gli aspiranti, il più popolare al momento è Sajid Javid

Andate a leggere la sua biografia su Wikipedia ed immaginatevi le prossime elezioni.

Da un lato Jeremy Corbyn, bianco, anziano, che ha studiato in scuole private molto esclusive, che viene da famiglia ricca, che può permettersi il lusso di essere vegetariano, che non ha lavorato fuori dalla politica un solo giorno in vita sua. Questo, il profilo del leader laburista.

Dall’altro, Sajid Javid, appunto. Figlio di immigrati pakistani, venti anni meno del leader laburista, ha studiato in scuole pubbliche, si è fatto come si dice il mazzo, ha alle spalle una carriera di successo nel mondo della banca e della finanza, è musulmano ma ha sposato una cristiana; il che non lo mette al riparo da ricevere minacce di morte.

In breve. La sinistra del privilegio contro la destra della meritocrazia. Uno dei due è pronto a riconoscere la Palestina. L’altro è stato il principale sostenitore della istituzione di un Giorno della Memoria della Shoah.

Non succederà, ma se succede, secondo voi chi vince? 

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Sinistra ebraica e Salvinismo di sinistra

I Corbynisti impiegano a piene mani una retorica che sembra venire direttamente dagli anni Venti. Qualche esempio: “Losche manovre sionista per sostenere l’Europa dei banchieri contro la Russia dei popoli” “Banchieri ebrei si oppongono alla statalizzazione delle ferrovie” “La finanza ebraica vuole privatizzare la sanità pubblica” “Cresce il numero dei senza casa, avete notato che non ci sono senza casa ebrei? La proprietà immobiliare è concentrata nelle mani degli ebrei”.

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Jeremy Corbyn dice che non si era accorto che ci fossero stereotipi antisemiti. I suoi sostenitori dicono che la lobby sionista vuole vedere qui dentro dei significati antisemiti che proprio non ci sono. Dopotutto quelli sono banchieri, mica ebrei. Non c’è nulla contro la religione ebraica, direbbe Tondelli. Eccetera. 

Magari mi sbaglio, ma nella sinistra ebraica italiana, ed in quel che resta di Sinistra per Israele non se ne accorge nessuno. Son tutti lì ad osservare compiaciuti quel che succede in USA, dove la maggioranza degli ebrei continua a votare democratico. Non che Trump abbia cambiato molto, ma non ditelo a chi coltiva fantasie complottarde sul potere dei neoocon di influenzare la politica mondiale.

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Sono deliziosi, quando si augurano che gli ebrei scoprano la vera fede. 

Rapiti dalla contemplazione dell’esistente d’Oltreoceano, che nella loro provincialità scambiano per rivoluzionario, questi compagni sognano il momento in cui Jeremy Corbyn, che è veramente di sinistra, arriverà al potere in modo veramente di sinistra e metterà in piedi un governo veramente di sinistra, con l’appoggio di ex terroristi dell’IRA (che proibiscono aborto e contraccezione, ma, hey, sono veramente di sinistra) e gli antisemiti di cui sopra.

Oggi come ieri, come domani, come l’altro ieri, rifiutano di riconoscere che un antisemitismo di sinistra esiste, ed è pericoloso quanto quello di destra. “Antisemitismo a sinistra? Ma no! Non offendere la Memoria. Stai usando la accusa di antisemitismo per mettere a tacere i critici di Israele” dicono, pappagallando i loro peggiori nemici.

Peraltro, e questa è una osservazione che vale per tutta la sinistra inglese, non si capisce in quale modo la difesa di Israele c’entri con la privatizzazione della sanità, che peraltro nessuno sta proponendo, nemmeno i Tory più fanatici. Che anzi, hanno vinto il referendum raccontando che uscendo dall’Unione Europea, si sarebbero risparmiati fantastiliardi di sterline, a vantaggio appunto della sanità pubblica.

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Ma questa gente vive in un mondo di fantasia, popolato da propri fantasmi contro cui combattere uniti per sentirsi eroi e sentirsi, soprattutto, tanti, mentre si sta in piena solitudine davanti al computer o attaccati a Twitter.

Ditemi per favore cosa hanno di diverso i leghisti e gli elettori di Salvini. Ditemelo, che proprio non lo vedo.

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Tattiche per liberarsi dei fascisti

Se siete ebrei sarà capitato anche a voi il fascista o il leghista Salviniano che per la ragioni sbagliate (vulgo perché non capisce un cazzo) ammira l’unica democrazia del Medio Oriente in cui si dicono preghiere islamiche in Parlamento e ci sono tribunali della Sharia. A me ne capitano parecchi. Mi mandano la richiesta di amicizia e restano in attesa che io risponda. Ma non rispondo mai.

Il fatto è che di solito vedo nel loro profilo roba razzista verso i Rom o i musulmani, e allora proprio non ci siamo. Quasi sempre c’è qualcosa sulle foibe, che di per sé non sarebbe neanche sbagliato ma ci sta assieme quell’implicito paragone con le vittime del nazismo che se ne parla troppo. E questo per me è superare la soglia della accettabilità.

Però loro continuano insistenti con le richieste, e dichiarazioni di amore per Israele e per l’esercito di Israele. A un certo punto ho deciso di accettare la richiesta di uno di loro. E subito dopo gli ho mandato un messaggio.

“Grazie per la richiesta di amicizia. Mi fai un grande onore. E’ una gran cosa avere dei sostenitori. E poi ci vuole davvero coraggio… ? Voglio dire, alla tua età, fare questo passo. E senza anestesia… Allora, siamo  d’accordo per la circoncisione? Domani mattina…. mi ricordi l’indirizzo per favore?”

Oh, adesso mi lasciano stare.

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Non sono monarchico ma

I due rampolli di casa reale, William e Harry, erano avviati a una carriera da star del gossip, rendendo la monarchia inglese una istituzione inutile buona per gli scandali, come i principi di Monaco.

Ed invece.

Harry si è arruolato per l’Afghanistan ed al ritorno si è dato  da fare per le paralympics, le Olimpiadi per disabili e feriti di guerra e non solo. Gran bell’aggiustamento  dell’idea tradizionale britannica di sport. Le donazioni alle istituzioni che si occupano di disabili sono cresciute grazie a lui.

Poi William si è arruolato come guidatore di elicotteri per il pronto soccorso. Venendo a contatto con disgrazie e malattie, che per un futuro re non è poco (quale presidente lo può fare?).

Mentre si diffondono voci sulla salute mentale di Elisabetta i due sollevano la questione della salute mentale e in tutta l’Inghilterra se ne parla, cambiano leggi locali, si investe nella ricerca ecc.

Segue lo schiaffone di Harry al razzismo inglese, quando sposa una cattolica americana e nera.

Come se non bastasse il principe Carlo visita le sinagoghe, iniziando da West London, quella Reform, il tempio della Emancipazione e sedendo tra gli invitati alla investitura del Rabbino capo ortodosso. La Casa Reale manda a dire agli ebrei inglesi che per loro c’è sempre posto nel Regno Unito. Per i nipoti di chi è arrivato fuggendo dai pogrom non è un segnale da sottovalutare, in tempi di Brexit.

Potrebbe sembrare una esaltazione della Diaspora, visto che la casa Reale ha tenuto un profilo basso durante l’anniversario della Dichiarazione Balfour. Ma no, William va in visita in Israele, primo membro della Casa Reale inglese a visitare lo Stato ebraico, correggendo una discriminazione che durava da settanta anni.

Se il messaggio non fosse chiaro. Carlo, che ormai non ha più speranza di salire al trono, e che rimane in anticamera tutta la vita, e segue mode intellettuali come l’omeopatia, e fa sapere a tutti le sue opinioni su ogni materia, dalla architettura alla zoologia, e ha una vita sessuale travagliata, scappando da un matrimonio combinato e iniziando una liason con un più matura. A potere vero non ci arriverà mai, anche se nessuno lo dice, ma tutti lo sanno, lui è il perenne minorato che si può permettere opinioni radicali, tanto non le segue nessuno. Carlo è il protettore della Diaspora.

Il figlio, personaggio più giovane, che serve nell’esercito, ma il suo principale compito è salvare vite umane, lui è in contatto con Israele. E sarà il prossimo monarca, e durerà a lungo.

Il destino dell’Ebraismo inglese lo potete vedere anche da questo.

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All’indomani del voto

I miei due centesimi di euro dopo questa ulteriore batosta.

Il PD ha perso non nelle “roccaforti della sinistra” ma in posti e città dove da tempo l’associazionismo è finito. C’era in Italia centrale una impressionante serie di confraternite, Misericordie, società di mutuo soccorso, Croce Verde. Adesso fanno fatica a trovare nuovi membri. Le logge massoniche in Toscana un tempo avevano problemi a smistare le domande di affiliazione. Oggi stentano a tirare avanti. Le parrocchie sono deserte. Le chiese evangeliche sono lì per gli immigrati dal Perù o dalla Nigeria. I cui figli diventano atei. Persino pub e locali chiudono, e siamo alla vigilia dell’estate.

Questa vita associativa, nata forse nel Medioevo o in età comunale,  è durata per secoli. E’ stata l’orgoglio dell’Italia centrale.  In molti casi l’appartenenza a questa o quella società di mutuo soccorso o simili, si trasmetteva per via familiare. Questa vita sociale che ha resistito al potere clericale e fascista, adesso è finita. E’ stata rimpiazzata da un senso di appartenenza a una comunità immaginata, quella degli italiani sotto assedio. Salvini comunica, via Twitter, con elettori spaventati, che vogliono soprattutto “fargliela vedere” a quegli stessi politici che loro e i loro genitori hanno votato senza porsi problemi, in non poche volte perché li conoscevano di persona.

Una vittoria culturale, prima che politica.

Se ne può uscire? L’idea che mi sono fatto io, a quasi cinquanta anni, è che in Italia le elezioni le perde chi vuole proibire.

Per tutti gli anni Ottanta i socialisti furono il partito delle libertà individuali, i comunisti erano quello dello Stato, del pubblico, dei divieti. E i socialisti vinsero una battaglia culturale, visto che Stato e pubblico divennero sinonimo di inefficienza e poi, con Mani Pulite, di corruzione. Perché rallentavano il privato, mettevano limiti.

Negli anni Novanta Berlusconi ha raccolto quella stessa bandiera, promettendo agli elettori “libertà”, in ogni possibile senso, anche sessuale. La sinistra era pruriginosa, lui era quello delle ragazzine libere e disinibite, mostrate generosamente a Non è la RAI e simili. Solo mostrate. Quando gli italiani si sono accorti che la libertà valeva solo per lui, lo hanno abbandonato ai suoi bunga bunga assieme a Lele Mora.

Volete veramente sconfiggere Salvini? Mostrate agli elettori quanto è bacchettone e represso. Spiegate agli elettori italiani che questa destra sovranista finirà per dettare legge anche su quello che fanno a letto.

Non credo che il mio suggerimento verrà raccolto. Al momento il messaggio che sento da sinistra è che dobbiamo accettare limiti al nostro benessere per fare posto ai migranti e magari trovare un minimo di repressione comune, p.es. accettare il diritto delle donne a portare il velo. Come si possa pensare di convincere l’elettorato leghista che questa è una buona idea, non lo so. Temo che a sinistra stia per venire il tempo di quelli che non sono interessati alle elezioni perché  comunque vince sempre la borghesia.

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Rivelazioni 53

vcRoberto Vecchioni è un bell’uomo e per l’età che ha si tiene molto bene. Va regolarmente dal dietologo dei VIP. Gli ha passato il nome David Bidussa, che lo aveva avuto dal Cardinal Martini, Insomma una clientela di alto livello. Infatti questo dietologo ha due studi, uno in Porta Nuova e l’altro a Città Studi. Nessuno sa il suo vero nome per ragioni di privacy. Si sa solo che suo padre era un parrucchiere per donna e in questo modo aveva tutti i contatti importanti. Sulla targhetta del campanello c’è scritto Samarcanda. Vecchioni gli lascia usare il nome della sua canzone più famosa ma in cambio vuole lo sconto. Milano è fatta così, una volta che entri nel giro sei a posto, ma per farcela ci vuole comunque impegno. Mica basta mettersi una maschera alle alghe, per esempio.

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Rivelazioni 52

543853956Tinto Brass e Roberto Mancini sono persone molto diverse, ma hanno in comune l’hobby delle sedute spiritiche. Si trovavano, per circa vent’anni, a casa di Massimo Cacciari ogni secondo mercoledì dei mesi dispari. Negli anni bisestili il terzo. Il medium era Camillo Langone, quello che scrive sul Foglio. Una volta Cacciari, Mancini e Langone si sono messi d’accordo per fare uno scherzo a Tinto Brass, e fargli credere che avrebbero evocato il fantasma di Leopold Sacher Masoch. Siccome ci voleva un numero dispari hanno chiesto a diverse giornaliste, ma nessuna voleva saperne di restare in una stanza buia assieme a Tinto Brass mentre un fantasma parlava di sesso. Siamo anche nell’epoca del metoo, pare dopotutto. Comunque per farla breve, quando sembrava di essere sul punto che bisognava cancellare tutto, Virginia Raggi ha accettato. Tinto Brass ha abboccato, e per un buon venti minuti ha creduto che stava per davvero parlando con il fantasma di Sacher Masoch che gli stava dando dante fantastiche idee per la sceneggiatura del prossimo film. Già pensava di proporre una parte a Rovazzi, per dire. Le cose si sono messe male quando la Raggi si è fatta prendere la mano e ha cominciato a parlare con accento di Brooklyn. Tinto Brass le ha detto “Ma cosa fai, l’orso Yogi?” E la Raggi “No, sono il fantasma di Charles Bukowski e ti dico che il prossimo film lo devi girare a Treviso”. Ma Bukowski aveva avuto una fidanzata a Treviso che gli aveva spezzato il cuore, e questo Tinto Brass lo sapeva perché era sua cugina. Così si è accorto che lo stavano prendendo in giro e ha lasciato la casa di Cacciari incazzato nero. Da lì in poi hanno smesso di fare le sedute spiritiche e quel che è peggio Tinto Brass si è portato via una edizione dei Grundrisse con dedica di Amadeo Bordiga, che a trovarla adesso vale miliardi. Di lire.

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