Differenze

Ho vissuto in Israele e vivo in UK. Ho visto come si reagisce in Israele agli attentati e come si reagisce in UK. E ve lo spiego.In Israele, entro mezz’ora dopo l’attentato, si conosce la dinamica, il nome dell’autore, la sua famiglia, le motivazioni, se aveva o meno complici.

In UK la polizia circonda il luogo dell’attento, lo isola, e nessuno sa cosa e’ successo, i comunicati arrivano dopo ore, nel frattempo l’unica cosa che si sa e’ che non possiamo dire che si tratta di un musulmano. Generalmente questo ultimo passaggio viene smentito tipo un giorno dopo.

In UK la polizia sospetta sempre ci siano bombe, per cui fa sgombrare il luogo, svegliando famiglie intere nel cuore della notte. Vedi alla TV sulle facce delle persone il terrore, il senso di abbandono, l’angoscia di non sapere cosa ti aspetta.

In Israele la radio manda di solito una canzone, che dice “Non e’ facile la nostra strada, ma la tempesta adesso e’ passata”

In Israele, dopo ogni attentato, esercito e polizia si mettono in azione. In UK compaiono tanti messaggi su Facebook, e tutti dicono “ce la faremo” e “preghiamo per tutte le vittime di tutte le guerre”.

Ah, prima che diciate stronzate sul razzismo: in Israele il 20% della popolazione e’ araba. In Inghilterra il 5% della popolazione e’ musulmana. Circa il 10% della polizia israeliana e’ di origine araba.

In breve: in Inghilterra si spera, in Israele si spara.

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Social media e politica. Un caso di studio.

A Jeremy Corbyn è capitata una di quelle figuracce da incompetente ormai abituali per  la attuale leadership dei laburisti inglesi.

In diretta radiofonica, durante la ascoltatissima trasmissione Woman’s Hour, è andato in onda il seguente dialogo. Si parla del manifesto Labour per quanto riguarda aiuti alle famiglie. L’intervistatrice chiede a Corbyn se ha un’idea su quanto verrebbe a costare  mettere in pratica le proposte del suo partito.  Domanda standard, a cui di solito segue qualcosa come: e come pensate di coprirli, questi costi? Ecc. ecc.  Fin qui tutto bene.

Ma Corbyn sbarella. Eccovi la trascrizione. [JC è Jeremy Corbyn, EB Emma Barnet, la giornalista]

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In breve, lui questi costi non li conosce. E pare ci sia da qualche parte la foto del disperato lider maximo che freneticamente cerca con il tablet questi dati relativi a una proposta firmata da lui e che andava presentata quella mattina.

Figuraccia per i laburisti ed occasione ghiotta per i conservatori, che da mesi li stanno accusando di essere incompetenti. E pertanto inaffidabili, assolutamente da non votare, soprattutto ora che ci si avvia a negoziare il Brexit. Autogol laburista. Uno dei tanti. Ma roba che capita, in campagna elettorale. Anche la May e i conservatori ne hanno infilati di clamorosi.

Ma a questo punto succede qualcosa di inquietante. I sostenitori di Corbyn calano su Twitter a migliaia e coprono di insulti Emma Barnet, colpevole di aver intervistato Corbyn e di averlo messo in cattiva luce davanti al pubblico di Woman’s Hour.  Il che oltre ad avere quel vago sapore stalinista, in cui si vorrebbero i media asserviti al Partito, e silenzio, è  già disgustoso di per sé. Voglio dire, i militanti avrebbero invece dovuto prendersela con il loro leader che si è presentato  impreparato sulle politiche del suo stesso partito per la famiglia e le donne ad una trasmissione che si chiama Woman’s Hour.

Ma se andiamo a vedere quali sono gli insulti rivolti via Twitter alla povera Emma Barnet, che a questo punto sta seriamente pensando a una azione legale, troviamo un interessante florilegio. Per esempio c’è chi la accusa di appartenere a una famiglia di proprietari di bordelli.

Ma soprattutto, e godetevi la lettura, la Barnett viene accusata di essere Zionist, in altre parole ebrea. Voi non lo sapete ma i compagni e sostenitori di Corbyn sanno che le politiche dei laburisti in materia di famiglia sono una minaccia per Israele. Per questo la Barnett vuole svergognare il lider maximo! E’ un complotto sionista!

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Qui abbiamo gente di sinistra che si immagina un complotto per difendere i privilegi dei ricchi, complotto attuato infiltrando giiornalisti Zionists dentro i media. E chiede una pulizia etnica nei media.

Naturalmente so benissimo che antisemitismo è una parola grave ed andrebbe usata con cautela. Perché se se ne abusa poi la ggente si abitua e non interviene più a difesa degli ebrei, come a quanto pare la ggente è sempre disposta a fare (poi non è che succeda tanto spesso, vedi Europa negli anni Trenta, ma non si deve mai parlare male della ggente, sapete).

Però quando uno attribuisce caratteristiche ebraiche ai propri avversari (per esempio qua) ecco: voi come lo chiamate?

Siete ancora convinti che non esista un antisemitismo di sinistra?

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Lui che non è antisemita

Gli antisemiti non sono di solito persone molto intelligenti. Il loro repertorio è molto limitato. Me ne accorgo persino io, che uso Internet prevalentemente per scoprire se devo includere i tachanun nei tashlumim di Mincha, e per seguire la stampa ebraica.

Ho notato quindi delle argomentazioni ricorrenti che sono appunto solamente tre. Beninteso si tratta di cazzate. Come vi spiego con qualche nota qua sotto.

Non dico nulla sugli ebrei come razza ma critico solo il loro Stato/la loro religione/il loro potere“. Molto diffusa la versione “Non sono razzista quindi non posso essere antisemita”. 
evolaRisposta: anche Julius Evola era convinto che gli ebrei non fossero una razza e predicava anzi un razzismo spirituale, una rivoluzione contro lo “spirito ebraico” che dominava a suo dire il mondo moderno.  Gilad Atzmon nel suo ultimo libro scrive qualcosa di simile, contro gli ebrei che avrebbero rovinato la sinistra mondiale, imponendo politiche identitarie (ed è ebreo). Anche Agostino Gemelli, invocava il suicidio di tutti gli ebrei “che continuano l’opera dei giudei che hanno crocefisso Nostro Signore”, ma era convinto che le razze umane non esistessero.
Questi tre non razzisti loschi figuri sono per caso non antisemiti? Ovviamente no Si tratta di antisemiti, e dei peggiori. Perché antisemita non è chi ritiene che esista una razza ebraica. Antisemita è chi mette in circolo leggende contro gli ebrei per negarne il diritto alla auto-identificazione e autodeterminazione. Per levare agli ebrei il diritto di definirsi tali e per imporre loro di appartenere a qualcosa di diverso.

“Vogliono  farmi tacere perché critico Israele”.
Le critiche sono tali se presentano alternative accettabili; altrimenti è malafede. Ed il suicidio di Israele (aka trasformazione in Stato sedicente laico cioé a maggioranza araba) non è una alternativa accettabile perché esporrebbe gli ebrei di nuovo alla mercé dei loro persecutori.
Quando qualcuno nasconde le proprie argomentazioni antisemite sotto il paravento di “ma io sto solo criticando Israele”, evita di entrare nel merito delle sue critiche, presentandole come “scomode verità” e quindi indiscutibili, perché santificate dal martirio di chi le sostiene.
Ovviamente il gioco retorico gli riesce (per il suo pubblico voglio dire) evocando un fantasma caro all’immaginario antisemita: quello degli ebrei che usano l’accusa di antisemitismo come un grimaldello per affermare il proprio potere (sui media, nella politica o nella società). Storia che circolava già in epoca fascista, con le vignette su Assalonne Mordivò.
Tale giochetto retorico persuade solo quelli che hanno molta paura di questa onnipresente lobby ebraica, che è tanto potente perché tanto più invisibile. In queste argomentazioni, in queste paure, non c’è nulla di razionale, dal momento che la Lobby non si vede e che l’ultimo politico israeliano che ha parlato di Auschwitz è morto da qualche decennio.
Ma non stiamo di discussioni tra persone razionali. Chi urla al mondo che la lobby ebraica lo vuole far tacere, fa appello al sentimento tribale di appartenenza alla tribù dei “critici di Israele”. Poveri martiri che come lui verrebbero zittiti dalla potente Lobby.

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Terza ed ultima argomentazione: buttarla in caciara. “Anche Tizio Ebreo dice che che ci sono rabbini scemi, è antisemita anche lui, ma ve la prendete con me”
Ovviamente questa uscita serve solo a strizzare l’occhio alla platea di cui sopra. Il resto del mondo sa benissimo che c’è differenza tra dire a uno che è  un idiota e fare appello a un repertorio secolare di stereotipi e pregiudizi che, diffusi massicciamente sui mezzi di stampa, hanno portato al cancellierato della Germania un imbianchino spiantato e reso i cittadini tedeschi indifferenti quando non ostili al destino dei loro concittadini di religione ebraica.
Ci sarebbe poi anche il fatto che se un ebreo fa umorismo su sé stesso è forse una cosa diversa dal ricorso al summezionato repertorio di pregiudizi e leggende. Per dire, Tizio Ebreo probabilmente sta facendo dello spirito su un pregiudizio che, a torto o a  ragione, lui sente di subire ogni giorno.

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Ma sono cose troppo sottili per chi è  intenzionato ad affermare che quel pregiudizio non esiste e che gli ebrei lamentano antisemitismo solo per difendere dei propri privilegi. Che pensi piuttosto a smarcarsi dal sionismo (aka smettere di essere ebrei in maniera visibile) e poi vivremo tutti in pace.
Che, avete indovinato, sembra proprio una minaccia di stile mafioso. “Smettetela di appoggiare Israele, che poi potrebbe succedervi qualcosa di brutto”. E sembra una minaccia mafiosa perché è una minaccia di carattere mafioso. Anche se viene da sedicenti buoni. Che sono così diversi dagli ebrei, che sono cattivi.

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Palestina libera! 

Studenti ebrei aggrediti nelle scuole. Sistematicamente. Insegnanti e presidi preferiscono chiudere gli occhi e lasciar correre. Tutto questo a Berlino.


No, non negli anni Trenta. Adesso. E gli aggressori gridano Palestina libera. E gli insegnanti preferiscono non intervenire. Dopotutto la Palestina e’ una buona causa, vero?

Benvenuti in Europa. Il continente dove si ripete Mai piu’ Auschwitz! una volta all’anno. Il resto dell’anno Palestina libera! Anche a Berlino.

Pubblicato in Paturnie | 2 commenti

Il migliore amico musulmano

E’ tutto molto bello, ma vi rivelo un segreto. Queste amicizie tra (anziani) ebrei e (giovani) musulmani funzionano solo se il musulmano decide di ignorare che i nipoti dell’anziana amica (o amico) vivono in Israele.

Quando vedrete foto di musulmani europei che socializzano con i parenti israeliani dei loro vicini ebrei, ignorando la manfrina sanguinolenta sugli ebrei colonialisti che rubano la terra sbroc sbroc, ecco, allora potrete dire che la storia inizia a cambiare. Non prima.

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Leonardo Tondelli e un misterioso rabbino

Vorrei ricordare che  è passato quasi un anno da questo tweet di Leonardo Tondelli.

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Ed ancora non sappiamo quale è questo pezzo scritto da un rabbino che io non ho alcun problema a definire razzista. Sempre che abbia scritto davvero quel pezzo. Strano devo dire: Tondelli è sempre così preciso nelle citazioni.

A proposito di istigazione all’odio.

Ah, quando una scuola ebraica viene posta sotto assedio da antirazzisti propalestinesi, il Tondelli sa solo dire che occorre smarcare ebraismo da sionismo. Sempre a proposito di violenze e giustificazioni.

Pubblicato in Israele, Italia, Leonardeide | 2 commenti

Mazzetta e i terroristi

L’attentatore di Manchester non era un lupo solitario. Aveva anzi una rete di contatti che arrivava fino alla Libia. L’esplosivo era lo stesso usato negli attacchi di Parigi e di Bruxelles.  Lo dice la polizia. Ma come sapete il mazzetta è un tipo prudente e preferisce non riportare la notizia, anche quando la conferma la polizia.

E’ molto piu’ importante ritwittare la voce di un assalto anti islamico a Pioltello anche quando non è confermata dalla polizia.

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O far circolare il pettegolezzo secondo cui l’attentatore di Manchester avrebbe litigato con l’imam.

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O spiegare che “al solito” le rivendicazioni dell’ISIS non sono credibili

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Anche perché pare che (pare eh) che il cosiddetto terrorista fosse un tizio un po’ mattocco. Non confermato dalla polizia, ma perché mai aspettare -stavolta- un comunicato della polizia.

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E’ un lupo solitario, anche se la polizia dice il contrario

Non ci sono, non ci sono, ve lo dico ancora NON CI SONO, ve lo ripeto NON CI SONO terroristi islamici in giro per l’Europa.

Il vero terrorista, sapete, è Israele.

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E quando folle assaltano sinagoghe e scuole ebraiche, chissà, sarà quello il vero antiterrorismo? Non provate a chiederlo al Mazzetta. Che magari questi assalti alle sinagoghe sono come l’attentato di Manchester. Non confermate dalla polizia.

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