prendi Leonardo, mettilo a Gaza…

Forse il nome di Wafa al-Biss non vi dice nulla.  Avete presente come sono cattivi, quei soldati israeliani ai posti di blocco, che se la prendono con le donne indifese? Beh, per fortuna la signora al-Biss e’ stata fermata, quel giorno del 2005. Stava cercando di portare in Israele una decina di kilogrammi di esplosivo; aveva in programma di farsi saltare per aria, portandosi dietro piu’ ebrei possibile. 
Dopo i dovuti dodici anni di galera, la signora e’ rientrata a Gaza, e adesso la invitano a parlare nelle scuole. Si’, nelle scuole. Evidentemente questo e’ il genere di educazione che quei palestinesi vogliono dare ai loro figli. Nei suoi incontri con le scolaresche, la signora racconta che, una volta sorpresa, voleva farsi saltare per aria a quel posto di blocco, poi pero’ Allah ha deciso diversamente. E raccomanda ai bambini, quando saranno grandi, di andare anche loro a farsi esplodere, per purificare la sacra terra di Palestina dal cancro ebraico. E i bimbi, contenti, applaudono e sventolano bandiere.
In caso per voi faccia qualche differenza, vi informo che la al-Bissi milita in un gruppo che e’ una scissione (probabilmente moderata) del moderato Fatah, e che teoricamente dovrebbe essere ai ferri corti con i cattivi di Hamas.
Non so se questo incontro con la signora faccia parte del genere di

“iniziative di solidarietà per il popolo palestinese  […]  organizzate col sostegno dell’OLP e dell’ANP”

cui dice di aver partecipato Leonardo. Qua sotto c’e’ spazio per i commenti, e Leonardo potrebbe raccontare ai pochi altri lettori se i partecipanti alle iniziative di solidarieta’di cui sopra sono al corrente della storia della signora al-Biss.
La al-Biss, pensate un po’, pensa di riprendere a studiare psicologia. Beninteso, quando le sara’ passato il trauma di essere stata in una galera le cui chiavi sono in mano ad ebrei: roba che in nessun Paese arabo e’ mai successa.
Ma attivita’ didattiche come quella a cui ha partecipato la signora non sono affatto uniche nel loro genere. Ecco, per esempio, una foto di una interessante e molto partecipata recita di fine anno scolastico a Gaza. 

Tutti in coro, con i loro vestiti piu’ belli (perche’ sono dei bei vestiti, nevvero?), i bimbi cantano insieme “Voglio morire da martire, voglio morire da martire”. Non sono dolci? 

[Qui trovate la cronaca dell’evento] 
E adesso, dopo aver guardato queste immagini, diamo la parola al mitico Leonardo

“Un’altra cosa che si sente dire, è che se continuano a morire bambini è soprattutto colpa loro, dei palestinesi”.

Ecco, in questo caso mi sembra abbia ragione. Chi veste i bambini in quel modo, e chi li porta ad ascoltare una signora che dice loro quanto e’ bello ed onorevole farsi saltare per aria, secondo me ha qualche responsabilita’ (non mi piace il termine colpa) se poi i bambini muoiono davvero. E in questo caso sono quindi d’accordo con Leonardo, anche se nello stesso post ha scritto una serie di altre scempiaggini. Che vado a riassumervi.
C’e’ un pipponcello biblico, da cui si deduce che gli israeliani sono i nuovi Golia e i palestinesi sono il vero Davide disarmato. E che la terra di Gaza era fertile e rigogliosa, prima che arrivassero gli ebrei. 
Ci leggete anche un accenno alla famosa psicologia della emergenza. Un evergreen per Leonardo, che pero’, applicata alla Terrasanta, funziona cosi’:

 “Israele  ha bisogno dei palestinesi. Perche’ senza di loro Israele dovrebbe iniziare a pensare ai suoi problemi. All’economia in crisi”

Questa della economia israeliana in crisi e’ una balla, certo, ma Leonardo alle balle ci tiene, per questo continua a ripeterle.
Attenzione, perche’ questa inesistente crisi economica e’ una delle prove (divine?) del fallimento di Israele; che secondo Leonardo sarbbe nato per via di una “antica fede”, la quale, spiega lui che la sa lunga, e’ in realta’ “una illusione”. Gli ebrei li’ non ci devono stare, punto. La loro identita’ di popolo e’ falsa. Quella terra appartiene ad altri. E loro hanno portato, davvero, la crisi economica. 
Fate un confronto sulla economia di un qualsiasi Paese arabo e l’economia di Israele e ditemi un po’ dove sta la crisi. Non ditelo a Leonardo, pero’. Questa storia della crisi economica di Israele e’ una specie di pietra angolare del suo castello di fantasie, se la levate cade tutto il suo castello, che io invece credo debba rimanere in piedi, perche’ e’ tanto divertente.
Anche se il passaggio migliore, nel post di Leonardo in questione, resta comunque questo. A Gaza ci sono, tenete presente.

” un milione e duecentomila palestinesi. E qualche migliaio di israeliani (seimila, credo), che Sharon ha promesso di ritirare. L’ha promesso varie volte.”

E naturalmente, vatti a fidare delle promesse di Sharon, dice Leonardo nel maggio 2004. E infatti, ecco qui delle foto del 2005, uno anno e qualche mese dopo.

Leonardo mica lo scrive, ma lui era convinto che, una volta levati di mezzo gli ebrei  i coloni, la prosperita’ sarebbe scoppiata e i milioni di palestinesi di Gaza, finalmente liberi, avrebbero imboccato la via della pace. Che poi magari, i bambini della recita scolastica di cui sopra o quelli che sono stati a sentire la signora al-Biss, sono davvero convinti di essere in marcia verso la pace. E chissa’, magari quella e ‘ la stessa idea di pace che ha Leonardo. Il quale forse vorrebbe applicare la ricetta di Gaza anche ad altre parti della Terrasanta. Che e’ poi quello che gli arabi chiedono fino dai tempi del Mufti’, e i disperati in fuga dai lager o sopravvissuti ai forni crematori non avevano letteralmente altro posto dove andare. La loro risposta, quella intorno alla quale si e’ costruita tutta la politica araba prima, e palestinese poi, e’ che la presenza ebraica non deve contaminare la sacra terra di Palestina. E cosa dovevano fare i reduci dei campi? Che se ne tornino da dove sono venuti. In Polonia per esempio.

[Ho provato a cercare nel blog di Leonardo qualche riferimento al pogrom di Kielce, quando nel 1946, a guerra finita, cittadini polacchi massacrarono una quarantina di sopravvissuti alla Shoah, nella sovrana indifferenza delle autorita’ cattoliche. Nulla, Leonardo non ne parla, e casualmente le vittime erano ebrei. Pero’, probabilmente non si puo’ nemmeno parlare di antisemitismo; l’antisemitismo c’e’ solo se si parla di razze, spiega Leonardo. E i massacratori di Kielce mica hanno messo per iscritto che credevano alla esistenza di una razza ebraica]

Torniamo alla pulizia etnica sgombero di Gaza. Una volta avvenuto, contro le sue previsioni, pensate forse Leonardo che abbia ammesso di aver preso una cantonata? Manno’. Lui continua, imperterrito a spiegare, ai suoi fedeli lettori (fedeli nel senso che hanno molta fede) che 

gli arabi […]  nel giro di una generazione diventerebbero la maggioranza: questo è il motivo per cui Sharon si ritirò da Gaza

Il quale passaggio e’ davvero un capolavoro. Se Leonardo fosse onesto, ammetterebbe di aver sbagliato previsioni. Nel che non c’e’ nulla di male, con questa storia del ritiro da Gaza, Sharon ha sorpreso molti osservatori anche piu’ esperti di Leonardo (non che ci voglia moltissimo). Ma Leonardo non e’ esattamente portato ad ammettere di aver sbagliato qualcosa.
E allora via con la lettura delle intenzioni. Prima ribadisce il suo articolo di fede numero uno, ovvero la leggenda della catastrofe demografica, infilando cosi’ un errore macroscopico. E poi ribadisce che Sharon e’ comunque cattivo, che si e’ ritirato si’, ma per poter continuare ad occupare la Palestina, con questo numero eccessivo di ebrei.
“Si e’ ritirato, non la occupa piu’, ma questo serve per poter occupare meglio e piu’ a lungo, e in numero maggiore”. Sembra una scemenza colossale. E infatti lo e’. Ma la contraddizione non si nota, se annaffi il testo con una abbondante dose di retorica e ripeti le solite leggende nei quali hanno fede i lettori: che Israele e’ sempre cattivo e che i palestinesi sono sempre innocenti. 
E cosi’ l’autore della scempiaggine puo’ continuare a contrabbandare la propria immagine di autore sensibile. E non ebreo.
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2 risposte a prendi Leonardo, mettilo a Gaza…

  1. itto ogami ha detto:

    mio caro, hai mai letto solgenicyn?lui descrive perfettamente i leonardo di questo mondo… quelli di solgenicyn credevano nella dittatura del proletariato, i leonardi dicono di credere in altre cose. l'unica sicurezza e che "sono teste così dure che potresti usarle per piantare i chiodi."

  2. Longi nous ha detto:

    "Ma Leonardo non e' esattamente portato ad ammettere di aver sbagliato qualcosa"Leonardo è un professore, se non ricordo male e i professori, quando ti raccontano qualcosa, hanno la brutta abitudine (al 99%) di "salire in cattedra".Zitti tutti, io parlo e voi ascoltate, perché io ho ragione e voi torto.Ecco, mi dà quell'idea

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