Scatologia dell’antisemitismo

Scusate la metafora, ma d’altra parte la materia è schifosa.

Parli con un antisemita di destra ed hai la sensazione di aver scoperchiato una fogna e ti assale la puzza della merda che sta lì, nelle viscere dell’Europa, sepolta da secoli. Roghi dell’Inquisizione, ghetti nelle città italiane, parate naziste alle Olimpiadi di Berlino. Gli ebrei sono una razza nemica, uniti da un patto segreto per dominare il mondo e soggiogare i cristiani, bisogna reagire!

Parli con un antisemita islamista e sono le fogne di Calcutta di cui nei film più trash di Paolo Villaggio. A cielo aperto, emanano fetori che i locali scambiano per atmosfera. Il Mossad ha organizzato l’11 settembre, gli ebrei sono la causa del nostro sottosviluppo. Israele Grande Satana che manovra gli USA, ebrei colonialisti,  privilegiati che assassinano bambini palestinesi per il solo gusto di.

Parli con un antisemita di sinistra e dopo un po’ ti sembra di stare rinchiuso in una sala molto angusta, dove qualcuno sta appestando l’aria con le sue flatulenze silenziose. E il riferimento alla lobby ebraica buttato lì. Poi qualcosa di becero sui capitalisti ebrei o le banche, ma cerchi di capire il contesto. E poi arriva la calunnia verso Israele che è sempre criminale anche quando si difende, peggio dei nazisti. E poi sinceramente si chiedono cosa c’è di male ad assimilarsi. E insomma la storia si ripete perdiamo la Memoria della Shoah e proprio loro. E poi l’accenno solo di sfuggita a cose che non si possono dire sennò ti crocefiggono con il pretesto dell’antisemitismo. E la battuta sul rabbino che non offre da bere e nemmeno piscia in compagnia perché è circonciso, ma che barbarie, circoncidono pure i bambini e noi ce la prendiamo solo con i musulmani, che hai visto in Palestina. E tra una loffetta e una scorreggia, ma anche non dimentichiamolo qualche peto fragoroso come una esplosione, e tutti quanti che ridono, l’atmosfera si è fatta soffocante e vuoi uscire, anche lasciando a metà la conversazione perché a questo punto è fatica sprecata.

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Un esempio. Ebrei esosi che chiedono risarcimenti, che si accaparrano risorse, che non sono diversi da Hamas.

E appena sei fuori respiri a pieni polmoni un po’ di aria pulita e ti chiedi. “Ma che cazzo mangiano questi”.

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Schermata 2019-03-17 alle 10.25.05Faccio i complimenti a Sherif El Sebaie per il sangue freddo con cui ha risposto a questo idiota.

Io personalmente questa mattina mi sono guardato attorno, durante il breve servizio prima del Cheder, la scuola domenicale, dove i bambini imparano ebraico, fondamenti dell’Ebraismo, e fanno amicizia con altri bambini ebrei come loro, perché questo significa far parte di una minoranza, cercare qualcuno simile a te, e poi anche imparano a ringraziare Dio per quello di bello che c’è nella vita e sono sicuro che i bambini musulmani imparano lo stesso.

Dicevo mi sono guardato attorno, e mi è venuto da contare, ed immaginare che qualche razzista potesse entrare con un mitra spianato e sparare.

unnamedAll’ingresso della nostra sinagoga c’è il modellino della sinagoga dove a quanto si dice i nazisti nel 1940 chiusero tutti gli ebrei dei villaggio dove stava la famiglia del nostro fondatore, era tutto legno e ci hanno dato fuoco e quello è il modo in cui un giovane ebreo ha perso la sua famiglia.

Era venuto in Inghilterra per giocare a calcio e per poter rimanere qui entrò in una yeshivah. E così ha preso la strada che lo ha portato a diventare rabbino, e fondare questa sinagoga dove sono cresciuti decine di ragazzi ebrei come quelli che avevo attorno. Ed i loro nipoti e bisnipoti, tra cui qualcuno di quelli che avevo attorno, ho pensato.

Ho pensato anche che erano in tanti i bambini ad avere bisnonni con storie simili a quella della famiglia del nostro fondatore.

Dicevo mi sono messo a contare quanti bambini e quanti ragazzi c’erano, e poi arrivato a cinquanta, per la prima volta da quando faccio questo mestiere mi è venuto davvero da piangere.

Il lato positivo è che tutti quelli in quella stanza abbastanza adulti per essere a conoscenza del massacro di Christchurch la pensavano esattamente come me, sicché anche quando non sono riuscito a finire quello che volevo dire, si è capito lo stesso.

Abbiamo concluso le preghiera con questo. Se la ascoltate a un certo punto sentite delle parole in arabo. Perché sì.

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Antirazzismo fai da te

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Che i laburisti inglesi abbiano qualche problema con la comunità ebraica non è mica una novità. E probabilmente offrire ai propri militanti dei corsi di formazione su cosa significa antisemitismo e come evitare accuse di è anche una buona idea. Dopotutto le organizzazioni afro, musulmane, femministe LGBT organizzano corsi di questo tipo per partiti ed aziende, anche per mettersi al sicuro dalle conseguenze della legislazione sullo hate speech.

Purtroppo è difficile trovare organizzazioni ebraiche disposte a collaborare con un Partito che non riesce a sbarazzarsi di prestigiosi ex sindaci che dichiarano che Hitler era sionista, o dirigenti che twittano che gli ebrei sono colpevoli di aver organizzato e guadagnato dalla tratta degli schiavi, e per questo vogliono trasformare la Giornata della Memoria in una commemorazione di tutti i genocidi, incluso quello palestinese, ma escludendo la pulizia etnica subita dagli ebrei nei Paesi musulmani.

E quindi, mancando collaborazione da quel cazzo di ebrei organizzazioni ebraiche perché sono tutti sionisti di destra per inspiegabili motivi o, come direbbe D’Alema, uno che di questi problemi se ne intende “schiacciati sulle posizioni della destra nazionalista israeliana”, ecco che i compagni laburisti hanno deciso di fare da soli. 

Una delle più numerose sezioni del Partito Laburista ha organizzato una serata di formazione sul tema, nella versione molto inglese di quiz night, in un pub. Il piccolo problema, per loro, è che la traccia delle domande per il quiz è trapelata all’esterno, la trovate su Twitter e per il vostro divertimento ve la metto qua.

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Vero che non è male? Tra tutte le domande, quella che preferisco è la num. 2 della serie “Scopri se sei antisemita”. “Aver fatto una battuta antisemita ti rende antisemita?” 

Ma devo dire che non è male anche la num 8 della serie “Cosa è l’antisemitismo e cosa lo causa” “Sarà mica antisemita sostenere che la Nakbah è una tragedia più grave della Shoah!”. Ma nella sezione “Come rispondere” c’è anche “Quale tipo di antisemitismo va sanzionato e quale no” che apre un interessante squarcio sulla cultura del popolo della sinistra e su quella di chi ha preparato il quiz.

A proposito, non si riesce a sapere chi ha avuto la brillante idea di mettere in fila roba che sembra tratta dal blog di Leonardo Tondelli. Il tizio che ha organizzato la serata dice di voler ricostruire la relazione tra partito laburista e ebrei, che questi ultimi, vai a sapere come mai, hanno di punto in bianco interrotto.  Ma scordatevi di scoprire chi di preciso abbia scritto la serie di cazzate che minimizzano uno dei razzismi più feroci della storia. E’ già tanto se si scusano.

Ehi, sono compagni, come osate mettere in dubbio la loro buona fede?

 

 

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Il professore e l’avvocato

Io però avrei voluto esserci al colloquio con l’avvocato.

“Vede, professore, come le ho già detto l’altra volta, dal momento che Lei hai veramente scritto quella roba, diventa…uhm… complicato, ecco”.

“Quindi lui scrive che io sono antisemita, e io non lo posso denunciare?

“Eh già”.

“Ma io sono di sinistra! Uno di sinistra non è mai antisemita!”

“Ecco, come le ho spiegato la volta scorsa, e quella prima, e quella prima ancora, le cose non funzionano così. Esiste un antisemitismo di sinistra, come ampiamente dimostrato, ed è è  la ragione principale dei problemi che la gente di sinistra ha con Israele... Comunque adesso devo vedere un altro cliente, e mi dispiace ma dobbiamo concludere questa conversazione.
Ah, mi risulta che c’è della roba non pagata, le altre consulenze, dico. Mettiamo insieme anche questa, e poi spedisco la fattura, d’accordo? Ma a te, alla redazione o al Partito?”

 

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Il patetico comunicato pubblicato da Il Manifesto con cui varie organizzazioni cercano di prendere le distanze dalla manifestazione pro Palestina organizzata da Forza Nuova, è solo l’ultimo capitolo di una saga iniziata durante la Guerra Fredda, che si potrebbe intitolare “Il tentativo di dimostrare che antisionismo non è antisemitismo“.

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Guardate, io non discuto la buona fede di chi ci prova. Penso che siano in tanti a capire che la causa palestinese ha solo da guadagnare se i suoi sostenitori si tengono alla larga da riferimenti ai Protocolli dei Savi di Sion, alla Lobby ebraica che controlla i media, al Mossad che arma i terroristi, a Israele che ha creato Hamas ed altre cazzate che corrono da molto tempo prima che il concetto di fake news venisse inventato.

Dico solo che è fatica sprecata.

Non solo perché nell’epoca delle fake news e di Twitter è difficile far capire la articolata distinzione tra le motivazioni di chi lancia una molotov contro una sinagoga e quelle di chi spedisce un tweet contro Netanyahu.

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“Tutta questa storia dell’antisemitismo di Jeremy Corbyn è una scusa di ricchi capitalisti che hanno paura di dover pagare le tasse”. Militante laburista non antisemita, 2019.

Ma anche perché, e diciamolo, proprio nell’impianto culturale del marxismo c’è un elemento profondamente antisemita. Sta lì, nel libretto sulla Questione Ebraica, ma anche nella attività del Marx giornalista, sempre alla ricerca di complotti e di motivazioni nascoste.

Invece di sprecare tante energie intellettuali e politiche per dimostrare che le persecuzioni antisemite di Stalin sono frutto di una eresia e non vero ed autentico marxismo, si fa più in fretta a guardare direttamente la realtà e leggere i testi, ed i tweets, per quello che sono.

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Giornata della Memoria, 2019

La prima email della giornata è una discussione in corso da ieri. Si discetta sul fatto che gli israeliani sono convinti di avere di fronte degli antisemiti che vogliono loro male ed invece hanno a che fare con brava gente che vuole il loro bene, ed il loro bene consiste nel diventare uno Stato a maggioranza araba. Non ci arrivano perché sono stati perseguitati, guarda alla loro storia.

Al che ho provato a rispondere che un simile ragionamento a parti invertite, “i palestinesi non arrivano a capire cosa è bene per loro perché sono traumatizzati dalla loro storia” sarebbe ridicolo e colonialista. E che se non lo permettiamo per i palestinesi, non lo dovremmo permettere nemmeno per gli ebrei.

Quell’altro ha tirato fuori che io avrei “problemi personali” con la sinistra (tutta?) che è un modo di evitare di prendere sul serio le argomentazioni dell’interlocutore, spostare il disaccordo sul piano psicologico, diagnosticare problemi altrui, e dire a sé stessi di essere quelli sani. Una tattica che si chiama gaslighting e che ha qualche successo di fronte ad un pubblico, ma quando viene adottata anche negli scambi di e mail secondo me indica davvero qualche problema.

Poi apro Facebook e leggo lo stesso post in due gruppi. Nel gruppo di quelli che hanno nostalgia di Sandro Pertini e in  quello dei fan di Altan, uno lamenta che non si parli abbastanza del genocidio degli Indiani d’America, perché sapete bene chi comanda a Hollywood e loro vogliono che si parli solo della Shoah e non degli altri Olocausti, particolarmente loro vogliono mettere a tacere chi parla del genocidio in corso in Palestina.

Questo, da un autore italiano. Italia, dove i Rom (l’ultima volta che ho controllato erano anche loro vittime del genocidio nazista) vengono attaccati ogni giorno, espulsi dalle loro abitazioni, segregati a scuola, costretti ad aggirare la legge per avere i diritti fondamentali, come acqua ed istruzione.

Sono le 7.00 di mattina del Giorno della Memoria 2019 e già mi girano le scatole.

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Soldato nazionalista croato, alleato dell’Italia, alle prese con la questione zingara, 1944.

 

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Narcisismi

Ammetto di ignorare completamente chi sia Gary Spedding. Se non ho capito male è uno di sinistra che fa campagna per i diritti dei palestinesi e -bontà sua- sostiene di essere contro l’antisemitismo.  Voleva entrare in Israele e lo hanno rimbalzato. Ecco il suo commento

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Ripeto, non ho idea di chi sia l’autore, ma affermazioni come “Il carattere democratico di un intero Paese dipende da come trattano ME” sono un caso da manuale di narcisismo.

Non è la prima volta che noto questa abitudine di dare giudizi di carattere psichiatrico su una intera collettività, tipo “Gli israeliani sono paranoici”. E’ la versione corrente del pregiudizio antisemita secondo cui gli ebrei sono malati di mente, vuoi per via dell’endogamia, vuoi perché rifiutano di aggiornare il Vecchio Testamento con quello Nuovo.

Forse non è un caso che persone affette da tale patologico narcisismo abbiano la fissazione di scoprire problemi mentali altrui, particolarmente di quelli che a loro non stanno simpatici. Si chiama proiezione.

 

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