Non c’è più rispetto

Di nuovo a proposito di Marwan Barghouti, il terrorista pluriomocida che in Italia molti considerano un leader politico con vasto seguito (e non discuto, da quelle parti ammazzare ebrei è un buon modo per diventare popolari) e una realistica alternativa ad Abu Mazen, e quello che può portare la pace blah blah blah. Un giorno mi spiegherete questa storia dei leader qualificati per portare la pace. Devo aver perso qualche puntata, per quel che mi hanno insegnato a scuola i responsabili dei genocidi si consegnano alla giustizia, mica li si mette a capo di delegazioni che trattano la pace.

Comunque la notizia è che in tutta Londra non si riesce a trovare una sala per la proiezione di un film agiografico sulla vita e le opere del terrorista leader palestinese di cui sopra. Tutte le volte che la proiezione del film viene annunciata, sbuca un gruppo di manifestanti, prevalentemente ebrei, prevalentemente pensionati (ah, il potere delle nonne ebree) che chiede cortesemente di cambiare location.  E lo ottiene.

Il fatto che una studentessa inglese sia stata accoltellata a morte a Gerusalemme da uno degli sgherri dell’autorevole e potenzialmente pacifista leader palestinese non è di grandissimo aiuto. Così la proiezione dell’agiografica produzione è stata cancellata, per due volte. Sarà un colpo mortale per la promettente e ovviamente di estremo valore industria cinematografica palestinese (che se non fosse per l’assedio di Gaza avrebbe già vinto anta mila Oscar, lo sappiamo).

Per il povero Barghouti deve essere una offesa mortale. Viene mostrato a tutto il mondo che non ha più sostenitori nemmeno a Londra, centro dell’attivismo pro-palestinese in Occidente. I sostenitori son tutti rimasti in Italia, evidentemente. Nelle redazioni dei giornali di sinistra dove si vende ancora la favola del leader autorevole. E magari nelle stesse redazioni si ha nostalgia per quando in Siria c’era Assad e c’era lavoro per le aziende italiane le cui inserzioni venivano pubblicate. Eh, in quel periodo l’economia girava, sappiamo. I diritti umani in Siria un po’ meno, ma che volete che sia il numero di prigionieri, in confronto al numero di trattori FIAT venduti e di contratti edilizi delle cooperative. Che in Siria la fame non c’è e con Assad hanno tutti mille lire al mese.

Perché con Mussolini le mille lire al mese sono una offesa ed invece i siriani avrebbero dovuto ringraziare chi gliele procurava, è una delle molte domande che ero troppo timido per chiedere. Sembra ieri quando ci veniva raccontato che gli americani mancavano di rispetto agli anziani nei villaggi irakeni, e gli israeliani mancano di rispetto agli anziani palestinesi, e questo era una offesa enorme nelle società tradizionali, agricole e patriarcali. Poi nelle pagine di cronaca nera, nelle cronache di mafia, si capiva meglio il significato di questo concetto mediterraneo di uomo di rispetto. Ma gli esteri erano tutti una denuncia accorata. Particolarmente la stampa di sinistra. E più di sinistra erano più simpatia avevano per i contadini arabi e la loro frugale e patriarcale società immobile per millenni. Dove i gay vengono presi a legnate, le donne sposano il marito scelto dal padre, e gli ebrei stanno al loro posto, altro che avere uno Stato.

Barghouti piaceva a quelli che amano questo quadro idilliaco di socialismo agreste e mediterraneo. Ci pensate? Deve essere una offesa mortale per un maschio mediterraneo come lui. Una volta era un leader che comandava brigate e Tanzim. Adesso, invece.. Sconfitto da un gruppetto di ebreucci dal cazzetto tagliato. Non c’è proprio rispetto!

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Ah, a proposito di mancanze di rispetto. Leggo che il povero Manuel Hassassian, che per chi non lo sapesse è il capoccia di una roba pomposamente chiamata “delegazione diplomatica palestinese” in UK, si lamenta di essere stato “downgraded” ad opera di Theresa May.

Tanto per chiarire chi sia questo signor Hassassian, sappiate che nello Stato palestinese da lui immaginato, e lo ha anche detto, ovviamente non deve essere permesso ad ebrei di viverci. Che noi siamo una razza impura, sapete, e dove andiamo sporchiamo. Tu pensa come è cattiva Theresa May, che se un politico arabo dice che gli ebrei van sbattuti fuori, lei si permette di downgradarlo. Inconcepibile.  Colonialista.

Oh, che vi devo dire. Sembra ieri quando Tzipi Livni, ministro degli esteri di Israele, era sul punto di venire dichiarata persona non grata dal governo inglese, in omaggio alle politiche filo-arabe del Foreign Office. Il cui Foreign Office adesso, a quanto pare, e chissà se c’entra il Brexit, ha preso una attitudine meno razzista e meno antisemita. Brexit o meno, a me questa andazzo piace di più. Certo, se la vostra idea di pace assomiglia a quella del signor Hassasinian e/o a quella di Barghouti, che chissà se sono diverse, avrete immagino una altra opinione.

Una rispettabile opinione, suppongo.  Tenetevela, che la conosco già.

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Moni Antani Ovadia

Due anni fa sul manifesto Moni Ovadia pubblicò questa supercazzola. A rileggerla adesso sembra ancora una fumosa supercazzola. Probabilmente perché è davvero una fumosa supercazzola.Screenshot 2017-04-23 13.08.53

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Ma voi che siete in Italia, mi spiegate cosa ha prodotto Moni Ovadia negli ultimi dieci anni, per assumersi questo ruolo di portavoce dell’ebraismo? Ha pubblicato qualche libro?

No perché, lo so che sembrerà strano, dove ci sono comunità ebraiche più numerose che in Italia (Israele, UK, Stati Uniti, Francia….) sembra proprio che non lo conosca nessuno

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Ehi tu che andrai al corteo

Se sei uno di quelli che parteciperà al corteo del 25 aprile a Roma, il primo corteo senza una presenza ebraica (ben strano modo di ricordare la Resistenza contro il nazifascismo) molto probabilmente non leggi questo blog e quindi nemmeno queste righe.
E questo mi dispiace, perché ho una domanda a cui non riesco a trovare una risposta da solo. La domanda non è una variazione del sempiterno Ma che cazzo vuoi, anche se -riconosco- ci potrebbe assomigliare.

Cosa pensate di ottenere? 

Voglio dire, che risultati pratici ottenete quando sventolate una bandiera palestinese, quando volete sapere al mondo che siete contro l’Occupazione, anche se non sapete bene quando questa Occupazione sarebbe iniziata (Con la Dichiarazione di Indipendenza dello Stato di Israele? Con la Guerra dei Sei Giorni, due decenni dopo? Con la guerra in Libano?) ? Io questi risultati non li vedo. Sospetto che ai palestinesi, presi come sono a farsi la guerra tra di loro, importi assai poco delle bandiere che voi sventolate il 25 aprile.

E per cui non capisco.  Davvero pensate che una bandiera sventolata a Roma in un giorno di festa abbia un qualche effetto sull’andamento di un conflitto che va avanti da decenni? Per quel che vedo io, voi continuate ad agitare le vostre bandiere da decenni ed il conflitto va avanti senza la vittoria della parte per cui fate il tifo.

Fermo restando che ai palestinesi, da voi così calorosamente sostenuti, importa nulla di quel che succede nelle piazze italiane, mi chiedo perché non volete le bandiere israeliane o quelle della Brigata Ebraica. Mi pare una roba che ha a che poco a che fare  con la realtà  geopolitica, nulla a che fare con la Resistenza e molto con il vostro desiderio di prevaricare.

(E qui ci fermiamo per ricordare commossi Gianni Boncompagni e una pagina di storia della radiofonia in Italia)

Io sono uno di quelli che andava in corteo con la bandiera della Brigata Ebraica. Ed anche quella israeliana, certo. La distinzione tra le due bandiere è una fesseria. Lo Stato di Israele è la realizzazione di quello per cui combattevano i soldati della Brigata Ebraica. Risparmiate la lezioncina di storia, che porta tra le righe l’insinuazione secondo cui Israele sarebbe frutto di una decisione illegittima e quindi rivedibile. Nemmeno la Repubblica Italiana esisteva prima del 1945. Volete levare dal corteo anche le bandiere italiane? 

Io partecipavo al corteo del 25 aprile con lo striscione della Brigata Ebraica e/o con la bandiera di Israele. Questo perché sono ebreo e Israele è una parte importante della mia identità ebraica. Vale per me e per tutti gli ebrei del mondo, inclusi quelli italiani, inclusi quelli che con le politiche di Israele non sono affatto d’accordo. Quando chiedete a me di rinunciare a esprimere il mio legame con Israele state facendo un atto di violenza.

Il PD romano vi ha appena detto che questa violenza è inaccettabile. E secondo me il PD romano ha ragione.

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Portiamoci avanti

L’attentatore di Parigi era stato addestrato in Israele e spedito in missione in Francia. Non vogliono farvelo sapere, ma le informazioni si trovano in Internet. Lo scopo dei governo di Netanyahu è generare panico, fare vincere la Le Pen, instaurare un regime islamofobo ed antipalestinese che certo, ad alcuni ebrei non piace, e quindi questi ebrei se ne andranno in Israele per togliere la casa agli arabi. Che poi bisogna vedere se sono veramente ebrei (1). E’ chiarissimo, no?

E quindi, se si vuole davvero sconfiggere il terrorismo islamico bisogna punire Israele. In questo modo i giovani arabi delle periferie capiranno che non siamo razzisti. Iniziamo con il togliere la sicurezza davanti alle sinagoghe e alle scuole ebraiche (2), che ci sta a fare? A fare spendere i soldi dei contribuenti? A rafforzare l’Islamofobia? A far sentire esclusi i poveri musulmani che passano di li’ e vogliono urlare la loro disperazione per la tragedia della Palestina?

Ma la vogliamo capire che i musulmani e gli arabi sono le vittime di un nuovo, reale, tragico Olocausto? Vengono persino accusati di essere nazisti (3), e solo perché vogliono cancellare Israele e sostituirlo con uno Stato in cui gli ebrei siano minoranza disarmata!

[commento del Maestro Leonardo Tazzetta]

(1) Pezzo su Israele che importa persone dal cognome vagamente ebraico per fare fronte alla propria crisi economica. Sì, perché voi non ve ne siete accorti, ma Israele è in crisi economica. Non ve lo vogliono far sapere ma le informazioni si trovano in Internet.
(2) Walker questioned why Jewish schools needed particular security to protect themselves from possible attack.
(3) Persino sull’Unità, ma dico io dove andremo a finire, signora mia.

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Come mai in Italia si ha questa alta opinione del pluriomicida Marwan Barghouti?

Barghouti è un terrorista che si rifiuta di condannare attacchi contro civili ebrei, eppure anche persone ragionevoli sono convinte che sia l’interlocutore ideale per Israele e che trattando con lui si possa ottenere una pace duratura.

Ma son fesserie. Politicamente Marwan Barghouti è una nullità.

Per ottenere seguito in questo sciopero della fame da lui proclamato, Barghouti ha dovuto includere nelle rivendicazioni l’allargamento dei canali televisivi accessibili ai detenuti. Deve tutte le sue fortune ad Assad ed in questo momento sta giocando le ultime carte, perché sa bene che se esce di scena Assad, esce di scena anche lui.

Scopo dello sciopero della fame è causare problemi ad Abu Mazen, mettere in crisi la sua leadership con rivendicazioni estreme, adesso che si appresta a incontrare Trump: non lo dice il Likud, lo scrive Amos Harel su Haaretz.

Ma vabbè, l’Italia è il Paese in cui un professore muore cadendo nella tromba delle scale nel palazzo che ospita l’ambasciata siriana, ed il professore era stato presidente dell’ENAV all’epoca di Ustica, insomma un favore tra servizi segreti e no, la stampa italiana, da destra a sinistra, parlava di suicidio. E certo, in quel periodo la Siria era un ottimo partner commerciale per l’Italia: in Siria si costruivano case, la Fiat vendeva trattori ed ovviamente le armi, da qualche parte l’esercito siriano doveva comprare armi, vero?

E allora tutti hanno fiducia nel messia Barghouti.

Barghouti può portare la pace, ah se sono si ascoltasse Barghouti, guarda ho qui i sondaggi che dimostrano che lui è il leader palestinese più popolare, e quando hai i sondaggi che ti servono le elezioni, eh? Oh, ma sarai mica un neocon, con tutto questo parlare di elezioni democratiche da tenere nei Paesi arabi, eppure t i abbiamo imparato che la democrazia non si impone !

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E il sollievo?

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Mi sono perso il gran sospiro di sollievo che tutti gli antifascisti hanno tirato adesso che Bannon è stato preso a calci in culo da Trump. Non eravate preoccupati per la presenza alla Casa Bianca di un estremista di destra, razzista, lettore di Evola, antisemita, leader della alt-right? No, eh? Non è che per caso (per caso, eh) tutto quell’allarme era un filino strumentale?
Che mi ricorda quando bisognava fare fronte comune contro Berlusconi per le sue battute sulle sabbiature e perché il primo dei non eletti di FI di Salcazzo di Sopra aveva la nuora che aveva la residenza di fronte a una bottega dove si trovavano quelli Forza Nuova. Aiuto! Allarme fascismo! Ora e sempre resistenza, ma: fuori dal corteo del 25 aprile il padre della Moratti, i partigiani giellisti e soprattutto la Brigata Ebraica!
Badate bene compagni mica sto a criticare la vostra ideologia, non è più la mia, sono affari vostri se ci credete, e io son disposto a dare la mia vita perché possiate raccontare le vostre favole e cercare qualcuno che ci crede. No, io critico la vostra strategia.
Suonare l’allarme antisemitismo verso destra e chiudere gli occhi su quello della propria parte, infinitamente più pericoloso in tempi di integralismo islamico, è una strategia perdente. Non è servito a battere Berlusconi, non riporterà i democratici alla Casa Bianca.

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La Chiesa Cattolica Apostolica romana ha inventato i ghetti dove gli ebrei sono stati chiusi per secoli, trattati come subumani, sottoposti a pressioni di ogni tipo perché si convertissero.
La Chiesa d’Inghilterra ci ha regalato la Dichiarazione Balfour, fondamento dello Stato di Israele, che permette a noi ebrei di essere un popolo come tutti gli altri popoli.
Lo capite perché, al di là di tutti gli scherzi possibili, Theresa May che invita i cristiani a non nascondere la propria fede, non è una minaccia per nessuno?

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