Non posso sapere le ragioni che portano ebrei, o persone vicine al mondo ebraico, a candidarsi con formazioni come Liberi e Uniti, che sono come minimo equivoche verso Israele, e che contano nelle proprie fila personaggi compiacenti verso l’antisemitismo di sinistra.

Mi piacerebbe pensare che si tratti di idealismo, di aver intravisto principi ovviamente ebraici (come la tassazione progressiva) dentro piattaforme in cui io riesco solo a vedere populismo ed ideologia. Non sarebbe la prima volta, nella storia ebraica.

Ma forse, e purtroppo, sono persone che accettano di fare l’ “ebreo da vetrina”, di ripulire l’immagine della loro formazione, accettando posti in liste e circoscrizioni da cui molto probabilmente non verranno eletti. Anche in questo caso, purtroppo, ci sono precedenti.

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Giovedì podcast. It makes a sound

IMAS_smallerC’è stato un momento preciso di It Makes a Sound che mi ha fatto sentire vecchio. Ed è stato quando la protagonista e conduttrice deve spiegare a una persona ggiovane cosa sono le cassette.

“Delle robe rettangolari, con due buchi, che le metti dentro una macchina apposita e c’è la musica dentro”
“Ah, tipo che scegli quale musica?”
“Non esattamente. Cioè, puoi scegliere, ma devi mandare avanti e indietro questo nastro e…”
“Che roba complicata. Non si può andare su You Tube?
“Ma ai miei tempi (aaargh ha detto proprio ai miei tempi) non c’era You Tube”.

Ecco, io sono di un epoca che c’erano le musicassette. E a dir la verità faccio ancora fatica ad adattarmi a YouTube, Spotify e questo genere di cose. Figuratevi come mi sento vecchio.

Trama del podcast, comunque. Una volta, tanto tempo fa, nel 1992 (aaargh, è stato quando io ho smesso di comprare dischi e CD perché ho deciso che non avrei fatto il disc jockey) Wim Faros, che poi sarebbe diventato una star, ha suonato ad una festa.

Rimettere insieme il repertorio di questo storico primo concerto è la missione di Deirdre Gardner, una conduttrice radio che è tanto entusiasta e sopra le righe che sembra uscita da una puntata di Happy Days (oh, quelli erano i miei riferimenti, OK?).

Mano a mano che la storia va avanti, dopo aver ritrovato la cassetta, e con l’aiuto della madre affetta da demenza, che quindi ricorda chiaramente fatti lontanissimi, Deirdre riesce nell’intento e il podcast da parlato diventa musicale.

Missione compiuta, ecco i brani di Wim Faros. Quando la storia è finita ne avete ascoltati e canticchiati un paio. Io riesco solo a dire che non sono male, ma io ho altri gusti, e poi comunque sono vecchio.

Godibile podcast, spero che continui.

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Giovedì podcast. Snap Judgement

snap judgTra i vari podcast del genere storytelling, Snap Judgement brilla perché è molto accurato ed ha una colonna sonora azzeccata.

Il conduttore è Glynn Washington, un gran bravo giornalista che è cresciuto in ambiente evangelico. Avete presente quelle megachiese in cui la preghiera collettiva consiste di persone che si fanno avanti e raccontano come Gesù li ha guariti? Ecco. Se uno cresce in un ambiente del genere, certo se ne intende di raccontare storie in pubblico.

La Chiesa in questione era, diciamo, abbastanza controversa,  Glynn Washington ne ha rifiutati gli insegnamenti ma a me sembra che abbia ancora quella empatia che deriva da una educazione religiosa.

Così ti può raccontare, senza annoiarti mai ed anzi tenendo la tua attenzione viva, anche grazie agli inserti musicali, delle due donne che hanno attraversato l’oceano in barca a vela, della bambina che è stata adottata da una coppia bianca ma poi rispedita in orfanotrofio perché era nera (e di come ha fatto pace con quella coppia, molto tempo dopo), e della spettacolare scena punk nello Zimbabwe. 

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Schermata 2018-02-04 alle 06.59.41Beato lui che ha capito tutto.

Questi di LeU devono aver scoperto l’elisir di eterna giovinezza.

Affermano che  la responsabilità dell’attacco razzista di Macerata starebbe in quelli che hanno permesso a Berlusconi di tenersi le televisioni da cui viene emanato il messaggio di odio. E’ dagli anni Novanta che ripetono che la televisione privata è la causa di ogni male. Che uno ci vede dentro tutto il rancore del sedicente intellettuale a cui è stata sottratta la greppia dello stipendio da mamma RAI, a cui pensava di essere destinato in grazia di raccomandazione da sinistra e educazione cattolica.

E non son cambiati. Negli anni Novanta immaginavano che gli italiani fossero una massa di coglioni a cui Berlusconi faceva il lavaggio del cervello tramite le sue TV. E che si ci fosse stata una legge diversa avrebbero tutti guardato Rai Tre e votato PD.

Che poi erano gli anni in cui le giunte di sinistra, in Emilia e Toscana, cacciavano “i nomadi” dai campi e rifiutavano di costruire le aree di sosta, che pure, da norme regionali, erano obbligati a costruire.

Ci vuole davvero una faccia di bronzo per spacciare la sinistra pura e dura degli anni Novanta come baluardo contro il razzismo. Ma questi ci credono e se lo dicono da soli e se lo ripetono tra di loro, preferibilmente quando qualche ebreo non sente (fate mente locale, qualcuno dei candidati di LeU, in occasione della Giornata della Memoria, ha parlato di Israele?).

Quanto devono sentirsi migliori.

 

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Giovedì podcast. Tales of Thattown

downloadThattown è una città dell’Alabama, profondo Sud degli Stati Uniti. Come è normale da quelle parti, tutti gli abitanti sono armati. Però sono ospitali, tipo che quando danno un passaggio a una autostoppista, la prestano una pistola per difendersi, che non si sa mai.

Ci sono tipi strani, che hanno ottenuto dalla polizia il permesso di guidare ubriachi. E uno che si è laureato in stregoneria pratica, per corrispondenza. E’ l’unico in città a non essere armato. I politici locali sono corrotti na ogni volta che vengono interpellati dai cittadini rispondono a macchina: “E voi non pagate mai le tasse. Ma prima o poi vi troveremo!”. Ci sono anche fenomeni soprannaturali, tipo mostri nascosti nei camion.

Tales of Thattown podcast con tanto di account Twitter fatto discretamente bene, con gli accenti locali esagerati al punto giusto, senza mai diventare parodia. Di materiale spaventoso e surreale ce ne è a bizzeffe, da quelle parti.

Mentre lo ascolti hai la sensazione che gli attori, ognuno con il suo bravo account twitter e qualcuno pure con Tumblr, si divertano un sacco a giocare con i social media, interagendo come se fossero nella vita reale. Per esempio fanno anche dei video.

Comunque conoscono molto bene quella parte del mondo di cui stanno parlando. Una parte del mondo che molti vedono come la porta verso il soprannaturale. Saranno i fantasmi della Guerra Civile, che per qualcuno non è ancora finita. Spoiler: la gente locale è amichevole, anche se l’acqua del rubinetto è avvelenata.

Il podcast ha anche la pagina Facebook, ma non mi sembra granché utile. Da bravi millennial gli autori preferiscono Twitter e Tumblr, come già detto. Se state cercando un argomento per un dottorato in scienza della comunicazione, questa esplosione di narrative condotte in parallelo su differenti media mi sembra ideale. Ringraziatemi nelle note, in caso.

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Caro Uriel bis

Negli anni Novanta ti vantavi di essere capace di rovinare la vita informatica di fascisti e clericali. Poi sei passato a raccontare che qualcuno di loro era stato licenziato, in seguito a tue spiate ai loro danni. Qualche mese dopo raccontavi che li mettevi in fuga, nei forum e nella vita reale.

Poi è venuto il periodo in cui davi la caccia a poliziotti e agenti della DIGOS infiltrati nei forum di Usenet, su PoliticaOnLine e nel mondo delle sette e delle nuove religioni, tra cui la tua.

Passa qualche anno e sei lì a prendertela con politici ed amministratori, accanendoti particolarmente contro i lettori del blog di Beppe Grillo e spacciando una balla particolarmente elaborata a proposito dell’olio di colza.

Hai poi trasformato il tuo blog in una specie di avanguardia di movimento di massa, “gli irrequieti” che avrebbero dovuto far tremare il mondo semplicemente mandando post sui forum dalla loro cameretta. Nelle ore notturne.

Successivamente hai annunciato che ti saresti scopato nel culo le madri di chi non era d’accordo con te nel condurre la suddetta campagna. E quando  hanno iniziato a farti qualche domanda un po’ precisa sulle storie inverosimili che raccontavi, ti sei inventato di avere collegamenti con studi legali ed avvocati di una, due, tre, quattro, ventordici multinazionali, tutti pronti ad intervenire a tuo favore, aprendo il loro studio anche nei week end per esercitare la tua vendetta, tremenda vendetta, contro un gruppo di goliardi che aveva avuto il grave torto di farti le suddette domande.

Successivamente sei sparito, per poi riemergere dicendo (a commenti bloccati) che eri la punta di diamante della campagna europea della alt right americana e che la classe politica di tutta Europa aveva paura di voi, cioè di te. Sostieni anche di essere la ragione per cui Hilary Clinton non ha dichiarato la guerra all’Unione Europea. Che questa guerra si stesse preparando non se ne era accorto nessuno.

Nell’ultimo post ci stai dicendo che George Soros rischia la vita. E non ci vuole particolare intelligenza per scoprire che banchieri e finanzieri corrono dei rischi. Si chiamano terrorismo, rapimenti e sequestri di persona. Ma no, tu alludi ad una rivoluzione imminente. E concludi dicendo che anche l’esistenza fisica dei finanzieri e dei banchieri italiani è a rischio, e loro scemi non se ne sono accorti. Cioè stai dicendo che persone straricche che vivono nella Patria della mafia non hanno preso precauzioni per difendere le loro vite.

downloadAllora, riassumendo. Prima sono i fascisti, poi i poliziotti, poi i lettori dei blog, poi i tuoi critici, poi i politici, poi i governanti, poi la Presidenza USA, ed adesso il sistema della finanza. C’è, come dire, una certa progressione.

D’altra parte tu dici sempre di essere potente e temibile. Ma gli avvocati delle multinazionali non si materializzano e Milo Yannopolous ha smentito che tu sia il suo ghostwriter.

 

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Non hai incontrato alcuna madre, e quanto al movimento degli irrequieti vedi sopra. Più passa il tempo, più alzi il bersaglio, più ti rendi ridicolo. Ad essere generosi sei solo un fesso frustrato che si sfoga su Internet nelle ore libere e chiude i commenti perché ne ha paura.

Ma forse c’è di peggio. Perché se la progressione continua, sentiremo presto parlare di un immigrato italiano ricoverato in un manicomio in Germania,  che passeggia in cortile dicendo a tutti, con accento alla Andrea Roncato, di essere Napoleone.

E quello sarà il momento in cui sentiremo parlare di te.

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Le puttane ed il Regno dei Cieli

daaaa18df7610b5e76b9ad8493f20c54Il Daf Yomi di oggi [Avodah Zarah 17a] racconta che i cristiani, per provocare i Rabbi, ponevano domande come questa.

“Voi dite che ogni anno il Gran Sacerdote passava una settimana recluso in una stanza speciale, nel Tempio di Gerusalemme, prima di Kippur. Avrà pur avuto bisogno di un cesso. Per finanziare la costruzione di quel cesso, nel luogo più santo della Terra, si potrebbe usare il ricavato di un anno di lavoro di una puttana?”

 

Improvvisamente ho capito quei passaggi del Vangelo su Gesù che accoglie le prostitute nel regno dei cieli. O, come dice un mio amico ex cristiano, questa abitudine cristiana “raggiungere emarginati, drogati e puttane per portare a loro il messaggio di Cristo. E poi lasciarli dove li hai trovati”.

 

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