Gli ex elettori del PD che non lo votano più perché non è abbastanza di sinistra hanno, sembra di capire, una bestia nera. Quella bestia nera è Tony Blair. “Io non voto il PD perché assomiglia al New Labour”, ti dicono.

Il New Labour che hanno in mente questi elettori di sinistra non è il partito che, al governo dal 1997 al 2010, ha introdotto il salario minimo, resa accessibile l’istruzione universitaria al 25% degli inglesi,  depenalizzato le unioni same sex, e difeso ondate di immigrati dal razzismo. No, è quello della guerra in Irak, e delle armi che non c’erano.

Il che devo dire mi lascia perplesso. Saddam non era esattamente una brava persona e mi fa strano una sinistra che preferisce lasciare al suo posto i dittatori. Ma soprattutto vorrei farvi notare che il non New Labour del Messia Corbyn ha rifiutato di farci sapere se, una volta al governo, intenda finanziare la sicurezza delle sinagoghe.

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“Rivedremo le spese e faremo il possibile”

In altre parole, vedi Italia, Belgio, Austria, Francia etc etc  negli anni Ottanta, rischia di scapparci il morto. Di questi tempi, infatti, va di moda assaltare sinagoghe.  (Qualcuno lo stava organizzando contro la nostra).

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A questi elettori di sinistra in cerca di un non New Partito di sinistra,  farei presente vendicare i morti arabi irakeni facilitando l’assassinio di qualche ebreo in Europa non è una cosa molto di sinistra. Però non è New Labour.

Anzi, in Europa è molto antica.

 

 

 

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Per una storia del populismo nella Valle dell’Olona

Scusate, ma questa gemma mi era sfuggita.

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Siccome son cresciuto da quelle parti, lasciate che vi spieghi qualcosa sulla location. Il castello non è mai stato castello. Era una dimora di campagna di una famiglia patrizia, tra Sette e Ottocento ci aggiunsero un paio di torrette, con merlatura immaginaria

Il borgo ha invece una storia parecchio più interessante. Fu eletto a dimora da un importante  cardinale nel primo Quattrocento, il quale da lì tesseva le sue trame per porre fine allo scisma di Avignone e mettere sul trono papale Martino V. Castiglione Olona acquisì allora la sua reputazione di “isola di Toscana in Lombardia” con tanto di collegiata (aka mini cattedrale) in mattoni rossi, e notevoli affreschi di Masolino da Panicale, il battistero, ecc ecc. 

Per quelli che sono ignari di storia medievale, questo splendore, come pure i notevoli risultati diplomatici del cardinale, che mettere assieme due Chiese non è una roba da poco, furono ottenuti con l’unico linguaggio che i prelati capiscono, ovvero soldi, e indovina dove li raccattavano? Esatto, dalle comunità ebraiche, in una area che sta tra Roma e la valle del Reno.

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Quindi, riassumendo. Circondato da architettura medievale farlocca, in un luogo che senza i denari degli ebrei di tutta Europa sarebbe rimasta un buco di culo della Valle dell’Olona, un antisemita russo spiega il glorioso destino dei popolo europei, a un pubblico di giovani padani, dotati di Ipad e Iphone, che poi mettono tutto su YouTube, perché bisogna fermare il mondialismo. 

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Kushner e la scoperta dell’acqua calda

Schermata 2019-06-04 alle 07.06.48Gli antisionisti di Mondoweiss sono incazzati con Kushner. Ma a me quel che dice il genero di Trump, ammesso sia accuratamente riportato, sembra perfettamente vero.

Per essere capaci di governarsi da soli occorre essere un popolo. Io non so bene cosa siano i popoli e cosa trasformi un gruppo di famiglie parlanti lo stesso linguaggio in un popolo. Suppongo non esista una regola valida per tutti, San Marino è un posto molto diverso dall’Ucraina, hanno storie diverse, ma senza dubbio il popolo di San Marino esiste, come esiste quello ucraino.

Direi che in ambedue i casi, sammarinesi e ucraini hanno fatto qualcosa di più, o in ogni caso di diverso che starsene per due o tre generazioni nei campi profughi a ricevere soldi dalla comunità internazionale e nel tempo libero andare in giro per il mondo ad ammazzare ebrei. Forse per questo nessuno mette in dubbio che si tratti di popoli.

Uno dei quali sta su un pezzo di terra molto ridotto, una specie di Bantustan, ma questo non danneggia affatto la loro dignità di, appunto, popolo. Per dire, eh.

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Caro elettore su tre, il tizio che hai votato sta dicendo a me, a mia moglie, ai miei figli, ai miei amici ebrei, protestanti, musulmani, atei, buddhisti e cristiani ortodossi che non siamo né potremo mai essere completamente italiani. A dire il vero ci sono abituato: è lo stesso messaggio che ricevi alla visita militare quando ti chiedono il nome “di battesimo”, o quando qualcuno, generalmente di sinistra, dice stronzate su Israele e si aspetta che io le condivida.

Di sentirmi fuori posto in Italia, a dire il vero, non mi frega moltissimo. Se voglio uno Stato in cui la mia identità religiosa non sia di inciampo ne ho uno a disposizione e con esso Salvini deve stare attento ad avere buone relazioni.

Ma ci sarebbero due problemi. Uno di carattere storico, vale a dire che la fedeltà a quel rosario, a quella corona, a quella immagine è stata per secoli (dai sanfedisti al fascismo) di ostacolo alla creazione della nazione italiana libera e forte che Salvini dice di difendere per conto vostro. E uno qui può dire, ma chi se ne frega, viviamo dopo il postmoderno, ognuno ha la narrazione storica che preferisce, perché mai gli Stati dovrebbero fondarsi su un passato storico condiviso.

Ma il principale problema è che Salvini clericale minaccia anche te. Nel momento in cui lui affida l’Europa alla protezione della Vergine, chiude te in un monastero dove persino masturbarti sarà proibito, perché bisognerà essere concentrati nella lotta contro l’invasore. Guardati attorno, il messaggio secondo cui bisogna opporsi all’Islam perché le donne devono essere libere di scegliere tra burka e minigonna (ragione validissima, a parer mio) è stato sostituito da un altro.

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Invidio atlantropa

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Vi dirò, io quelli come questo atlantropa li invidio. Invidio la loro serie di certezze e la facilità con cui le hanno a disposizione.
Che gli ebrei sono dei privilegiati, per esempio. E che questo privilegio spiega tutto quello di sbagliato che esiste al mondo. I giorni che non ci sono nel calendario, i programmi di scuola che sono incompleti, i film di Hollywood che sono noiosi. Tutto collegato al fatto che gli ebrei sono privilegiati, che dei loro morti si parla e degli altri no…

E il talento con cui questo tizio riesce a parlare di ebrei privilegiati senza menzionarli mai nemmeno una volta. E la disinvoltura con cui ribadisce queste certezze, dicendo che dopotutto lui ha dei dubbi, che ci sono delle cose che non tornano…

Ragazzi, io lo invidio davvero, che vi devo dire. Anche perché non è che mi senta esattamente un privilegiato quando  c’è gente, qua vicino, che programma di assaltare una sinagoga. 

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E il Partito non è che intervenga proprio rapidamente. E la candidata ha poi raccolto 1275 voti.

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Fonte qui

Io vivo in un quartiere in cui ci sono 1275 persone che hanno votato per una che tra i suoi supporters ha chi vuole assaltare la sinagoga in cui lavoro io. Chiamatelo privilegio, se volete. Io non ci riesco. Ma forse c’entra qualcosa la rappresentazione Hollywoodiana del Novecento….

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Il vincitore dell’Eurovision

Diciamolo subito. Il vincitore di Eurovision 2019 è un piccolo Paese che viene aggredito da più di settanta anni, il cui diritto di esistere viene negato e che nonostante tutto riesce a organizzare uno spettacolo tecnicamente perfetto con milioni di spettatori in tutto il mondo. Israele. E questa edizione del festival ci insegna qualcosa anche sulla politica internazionale.

Per decenni, i decenni in cui Madonna era una star, “sono ebreo ma condanno le politiche di Israele” era il mantra che dovevi recitare per essere considerato accettabile. L’unica posizione possibile, quella che dovevi sostenere senza esitazioni (altrimenti diventavi fascista ed arrivavano minacce fisiche) era il sostegno alla soluzione a due Stati. “Ecco, guardatemi, sono ebreo, sono sionista, ma accanto alla bandiera di Israele sto sventolando quella palestinese! Vedete come sono di sinistra? Me la ha anche autografata Moni Ovadia!”

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Adesso le due bandiere compaiono assieme solo sulla schiena di ballerini di ultima fila, per pochi secondi, verso la fine dello show di Madonna, non uno dei migliori della sua carriera, va detto, anche perché Madonna ha una sua età e, come la soluzione a due Stati, non incanta più nessuno.Quanto agli altri, quelli che di Stato ne vogliono uno solo, tutto arabo e privo di ebrei, fanno notizia solo per non essere stati capaci di sfruttare una delle poche occasioni mediatiche da cui sono assenti gli USA.

La faccia incazzata e rancorosa dei tre islandesi, con il look vagamente sadomaso, che nemmeno riescono a sollevare le mani dallo striscione antisemita miserando che si sforzano di mostrare alle telecamere, circola nei social media assieme al comunicato della casa madre, che ne prende le distanze.

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Nella parte più snob e complicata della mia raccolta di dischi da adolescente c’era tutta la musica industriale. Throbbing Gristle, i Coil, Luc Van Acker e via via fino ai Laibach e alle performance de La Fura dels Baus. Questa roba è stata il mio pane quotidiano per un decennio buono, diciamo fino alla caduta del Muro di Berlino, che ha rimesso in moto la storia e causato qualche casino tra i cultori del genere In quella Europa bloccata tra individualismo Thatcheriano e edonismo Reaganiano, mentre da più parti si decretava la fine della storia, scopo dell’arte era scioccare gli spettatori, farli sentire in pericolo.  Per ottenere il risultato musicisti e performers solevano usare a piene mani materiale che documentava gli orrori del totalitarismo e del condizionamento sociale, attingendo a piene mani dall’immaginario sadomaso.

Questi pischelli islandesi hanno usato quel genere di arte per fare propaganda, e già questo è una roba da ridere, ma farla per i palestinesi, una causa nazionalista totalitaria e farlocca, e farlo all’Eurovision, tempio del pop… Tre volte imbecilli.  La reazione del pubblico di tutto il mondo infatti è stata “ma se vi piacciono sangue e torture è ovvio che vi siete dalla parte dei palestinesi, che cazzo ci fate qua? Andate a Ramallah a mostrare le chiappe.”

Un risultato del tutto prevedibile, che in quel genere di ambienti, è un errore imperdonabile. 

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Le ossessioni di Leonardo Tondelli, gli insegnanti sospesi ed i martiri

Ma secondo voi come mai Tondelli ha questa fantasia ricorrente, in cui qualche rappresentante di qualche autorità vuole obbligare gli insegnanti (come lui) a instillare nella mente degli studenti che i palestinesi sono nazisti?

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Qui. Post del 18 maggio 2019

Forse è questione di punti di vista. Dalla ristretta prospettiva della provincia emiliana e dopo una educazione cattolica probabilmente viene naturale l’equivalenza migranti = palestinesi e uno si convince  di vivere in un mondo parallelo in cui sono i rabbini ad istigare alla violenza contro i migranti (per ragioni religiose)

Ah, io della questione discussa so davvero poco e non mi metto a concionare su paragoni leciti o meno, perché a me il punto principale sembra un altro. Bisogna evitare di creare dei martiri, ci viene sempre detto. Ora, impedire di esporre libri al Salone del Libro non è martirio. Se invece si sospende una insegnante, ci sono buone possibilità che tra i suoi allievi dodicenni ci sia chi la vede appunto come martire.

Esperienza personale. Negli anni Ottanta ero studente di scuola media, per qualche mese ci fu un supplente  militante di Autonomia Operaia, che ci spiegava il fascismo secondo lui. Al termine del periodo di supplenza, scoprimmo che c’era stata una insurrezione di genitori ed insegnanti preoccupatissimi per l’indottrinamento che avremmo subito (un insegnante aveva un fratello brigatista). Qualcuno, sembrava, aveva scritto al Provveditore chiedendo che il supplente venisse rimosso. Non so se fosse vero, ma so che proprio per questa minacciata punizione quel supplente divenne per tutti noi, appunto, un martire. Anche figli di democristiani piuttosto conservatori si misero a parlare e a scrivere nei temi di storia di Fascismo come dittatura della borghesia.

Qualcuno lo fa ancora.

Pubblicato in Italia, Leonardeide | 5 commenti