L’antisemitismo e i poveri di spirito

assalonneridotto

Se non ho capito male, questo fumetto è stato pubblicato negli anni Trenta. Non so se prima o dopo il 1936, periodo a cui gli storici fanno risalire la svolta antisemita del fascismo. Correnti razziste c’erano nel fascismo anche prima, come in molti nazionalismi europei. Ma è nel 1936 che l’antisemitismo diventa dottrina ufficiale e la stampa del regime inizia a prendersela sistematicamente con il sionismo e con gli ebrei.

Questa, come avrete potuto leggere, e’ la storia di Assalonne Mordivò che si lamenta come può e turlupina il buon Pierino. Poi interviene un Balilla a sistemare le cose, cacciandolo via dall’Italia.

Proviamo a immaginare cosa sarebbe successo se fosse stato possibile criticare il fumetto per i suoi toni antisemiti. Come si sarebbe difeso l’autore? Forse così.

Screenshot 2015-12-12 19.06.08

Antisemitismo è “un argomento semplice da opporre ad ogni obiezione. Chi ci critica lo fa perché ci odia, ci odiano da sempre”.

Non so chi fosse l’autore dei fumetti di Assalonne Mordivò. Però so chi è l’autore della seconda affermazione. E posso prevedere che la sua reazione all’accostamento di cui sopra sarà una delle seguenti.

-Io non ho mai voluto cacciare gli ebrei, come invece fa il Balilla. Sono i sionisti che li vogliono mandare via dall’Europa.
-Nessuno dei miei nonni ha mai avuto tra le mani quella copia di quel giornaletto. Quindi io ho scritto delle cose completamente diverse.
-Non confondete la mia critica ad Israele con l’antisemitismo di quel fumetto. Pensate invece a smarcare ebraismo da Israele. Che non si sa mai cosa può succedere.
-In quel fumetto non si trovano le parole “poveri di spirito”, che si trovano invece nel mio post. Come vedi non c’è nessuna similitudine.
-Io non ho pregiudizi contro gli ebrei. Sono gli ebrei che dovrebbero smetterla di parlare di antisemitismo (= e’ Assalonne Mordivò che dovrebbe smetterla con questo lamentarsi come può). Che se non si smarca dai crimini commessi da altri ebrei, poi mica può lamentarsi se…
-Non c’e’ alcun antisemitismo, quello non è attaccato perché ebreo, ma perché ricco. Antisemitismo è ostilità verso l’ebraismo. Lo ho letto sulla Treccani, ecco il link. Non è colpa mia se voi non avete letto la prima riga e citate a casaccio dal resto del testo; certo che lo ho letto il resto del testo, devo mica provarlo a voi. E sotto la trama religiosa c’è sempre la cara vecchia economia. Quindi l’antisemitismo, l’ostilità alla religione ebraica è una faccenda di economia. Ma i poveri di spirito come voi preferiscono dire che siete odiati da sempre. Ma pensateci un attimo: tra un ebreo di New York e un musulmano di Gaza chi è il ricco e privilegiato?
-Ci sono in Italia milioni di ragazzi musulmani che sugli ebrei la pensano proprio come il piccolo Balilla della striscia. Dobbiamo imparare a rispettare i loro sentimenti e quelli delle loro famiglie. Altrimenti finisce che diventiamo come Israele: un posto in cui comandano gli ebrei. Io personalmente ne ho paura, perché sono un laico.
-Sarà forse una striscia poco gradevole, ma dovete ancora dimostrarmi che abbia causato danni fisici a persone ebree. Non vedete che Aassalonne se la dà a gambe, ed è fisicamente incolume? Se veramente state cercando dei testi razzisti, pensate piuttosto ai libri della Fallaci.
-Io non ho notizia di alcuna manifestazione organizzata da gente che ha letto quella striscia. Se pubblicare strisce come quella fosse la causa di violenze contro gli ebrei, dovreste documentare con dei fatti precisi, mica cercando come sempre il pretesto dell’antisemitismo, quando una analisi economica vi dà fastidio.
-Sara’ forse una striscia poco gradevole ma non c’e’ la parola semita, quindi non si può parlare di antisemitismo. (Che poi anche gli arabi sono semiti, ma questo lo spiego meglio nel prossimo post)
-Non hai capito. Sei un matto. Tutti dicono che sei un matto. Per gli ebrei sei un problema. Per fortuna ci sono io a difendere gli ebrei. Cioé io difendo i palestinesi, quindi tutti gli esseri umani, quindi anche gli ebrei.
-Io ho amici ebrei che sono d’accordo con me. Quindi non sono antisemita. No, non dico chi sono, sennò gli fai la bua a loro. Ci sono e ci dovete credere. Mi hanno commentato sul blog. No, non vi dico dove. Come vi permettete di dubitare?

Non credo tirerà fuori altri argomenti. Il suo repertorio dopotutto è abbastanza limitato. Ma magari ci stupisce.

Dunque riassumiamo. Da una parte c’e’ la storia di Assalonne Mordivò che si lamenta come può per turlupinare il prossimo. Dall’altra abbiamo uno che sostiene che ci sono in giro spiriti semplici turlupinati da chi usa l’antisemitismo come pretesto per ottenere impunità. E’ lo stesso che altrove dice questo:

Screenshot 2015-12-12 20.02.01

Ovviamente si tratta solo di somiglianze casuali. O forse no. Chi può dirlo, con questi giochini delle tre carte, cosa si nasconde sotto il sudicio cappotto di Assalonne Mordivò.

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10 risposte a L’antisemitismo e i poveri di spirito

  1. ysingrinus ha detto:

    A me sembra inqualificabile il Tondello.

  2. Michele M. ha detto:

    Secondo il libro “Di pura razza italiana”, di Mario Avagliano e Marco Palmieri, la tavola del “Balilla” risale al 1940. Il fumetto non fa certo onore al suo autore, il catanese Enrico De Seta, grandissimo illustratore e collaboratore del suddetto Balilla, del Marco Aurelio, del Travaso, e di molte altre testate, prima di passare alla realizzazione di manifesti cinematografici. De Seta è scomparso centenario, nel 2008. Mi piace pensare che il ricordo di quei trascorsi lo imbarazzasse almeno un pochettino. E forse possiamo vedere un po’ di “poetic justice” nel fatto che fu lui a firmare il manifesto italiano per un film di tre comici di origine ebraica: “Una notte a Casablanca”, dei fratelli Marx.

    • nahum נחום ha detto:

      Grazie delle info.
      Ti risulta che, dopo la guerra, De Seta abbia fatto qualche passo per riconciliarsi con gli ebrei ? Per esempio, visitare Israele, fare una donazione allo Yad Vashem, etc.?

      • Michele M. ha detto:

        Eh, chi lo sa… non ci sono notizie biografiche su De Seta. A parte le date di nascita e morte, le uniche info che ho trovato riguardano la sua opera, che certamente fu di qualità (parlo di qualità grafica, ovviamente. Quanto a stereotipi, rappresentando gli africani fece forse anche peggio di Assalonne Mordivò). Quali fossero i suoi sentimenti verso quei vecchi lavori, al di là di un verosimile – e comprensibile – imbarazzo, è impossibile saperlo. In ogni modo, Scalfaro lo fece commendatore nel 1995, dopo una lunga carriera. Tra le altre cose, realizzò i manifesti di “Don Camillo e l’onorevole Peppone”, “Le notti di Cabiria”, “Il mattatore”, “Indovina chi viene a cena?”. Non credo che il titolo gli sarebbe stato conferito se avesse manifestato apertamente idee razziste e/o antisemite. Era un artista. Probabilmente fece quello che fecero tanti all’epoca, abbassò la testa per poter lavorare. Ah, un’ultima cosa, bizzarro scherzo del destino: l’ultimo suo poster di cui si trova traccia è quello per “La montagna sacra” di Jodorowsky. Un altro artista di origini ebraiche.

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