Storia lisergica dell’economia italiana. Cap. 4

Attenzione, ora e’ in arrivo un’altra stronzata.
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Chi lo segue da tempo conosce gia’ la peculiare visione Urielliana dello sviluppo storico. Per gli altri riassumo.
Tutto inizia all’epoca delle caverne, quando i Sapiens e i Neanderthal combattono tra di loro. Per qualche ragione strana, connessa al fatto che i Neanderthal sono gli antenati dei tedeschi e i Sapiens degli anglosassoni, questi ultimi vincono la guerra in maniera sleale. Ma i Neanderthal torneranno presto a dominare l’Europa e quindi il mondo. Infatti la Bundesbank e’ gia’ amministrata da discendenti dei Neanderthal.
Voi penserete: Ma sei un coglione? Ma non ti risulta che il mondo sia un pochino cambiato rispetto all’epoca delle caverne?
Uriel vi banna e poi prosegue. L’epoca delle caverne era l’epoca d’oro dell’umanita’. Le femmine conoscevano bene le erbe medicinali ed aromatiche, di cui facevano raccolta, e i maschi si preoccupavano solo di cacciare dinosauri e/o Sapiens. Solo i Neanderthal, pero’. I Sapiens erano dei codardi e usavano la finanza per sottomettere gli ariani Neanderthal. Le cose sono andate avanti cosi’ per millenni, con qualche piccola variazione. La guerra si fa ancora allo stesso modo, cambiano solo i mezzi, ma e’ l’eterno scontro tra semiti e anglosassoni Sapiens contro i tedeschi Neanderthal. C’e’ stato qualche decadimento nei rapporti tra uomo e donna, le donne da quando vivono nelle case conoscono meno varieta’ di erbe, ma la base e’ sempre la stessa, compito del vero uomo e’ conquistare la donna con il paio di zinne piu’ largo possibile, ovviamente cadenti altezza ombelico. E se avete altri gusti siete delle neotenie.

A questo punto delle conversazione voi penserete di avere a che fare con un imbecille, e infatti avete ragione. Gli fate notare che la durata media della vita umana e’ lievemente superiore a quella dell’epoca delle caverne. Che noi esseri umani siamo forse qualche miliardo in piu’ rispetto a quando eravamo scimmioni scesi dagli alberi che avevano appena acquisito la posizione eretta. Cercate insomma di inserire frammenti di realta’ nel suo delirio di nerd che si deve ancora riprendere dalla prima scena di 2001 Odissea nello spazio (vedi sopra).

Ma lui vi banna. E continua il delirio. L’umanita’ e’ uscita dalla caverne solo da pochi decenni, con la rivoluzione informatica. Adesso sono i computer a occuparsi di tutto, ma ovviamente i computer senza i consulenti (cioe’, lui) sono perfettamente inutili, se invece c’e’ al comando un consulente agguerrito e competente allora il mondo progredisce. Non ci vestiamo piu’ di pelli e abbiamo cibo sulle nostre tavole, perche’ l’industria alimentare e la produzione di abbigliamento sono gestite da sistemi informatici amministrati da tanti Uriel (quando il cibo e’ buono). Gli esseri umani sono cittadini di Stati, i quali fanno parte di organizzazioni sovra-statali, e questo perche’ l’informatica ha prodotto una quantita’ di dati personali, prima inesistenti. In breve, secondo Uriel, la differenza tra noi e gli uomini delle caverne e’ che noi abbiamo una carta di credito. Tutto li’. Il resto sono decorazioni inutili e roba con cui gli umanisti fanno perdere ai consulenti tempo prezioso.

Voi a questo punto avreste anche voglia di spiegargli che le carte di credito esistono perche’ esistono le banche, che sono una roba inventata nell’Italia del Quattrocento quando qualcuno ha avuto la pensata di mettere per iscritto: garantisco io che Tizio ha questa quantita’ di oro e che ti puo’ pagare (nasce cosi’ l’assegno). E che qualche decennio dopo gli Stati hanno iniziato a interessarsi della cosa. Vorreste spiegargli questa cosa, ma lui vi banna.
E poi si ricorda di aver scritto delle cazzate, perche’ sostenere che l’umanita’ e’ passata dall’eta’ delle caverne al mondo post-industriale senza alcun passaggio intermedio e’ in effetti una cazzata sesquipedale. Quindi che fa il nostro Uriello? Va alla ricerca di passaggi intermedi. Ed ecco che scopre …. il Medioevo!!!
Avrebbe potuto scoprirlo anche se fosse stato attento in classe quando aveva dodici anni, o magari dopo, quando era alle scuole superiori: qualunque sia la scuola cui andava, negli anni Ottanta c’erano ottimi libri di storia. Ma aveva poco tempo per fregnacce da umanisti come la storia.

Per inciso andrebbe notato che uno che tiene un blog e che ci scrive ogni giorno, svolge una attivita’ da umanista: scrivere, comunicare. Perche’ sia sempre cosi’ incazzato con gli umanisti suoi simili davvero non si capisce. A meno di non prendere in considerazione l’ipotesi che Uriel sia principalmente incazzato con se’ stesso, che voglia punire se’ stesso, e per questa ragione fa di tutto per rendersi ridicolo in rete e perdere amicizie una volta che riesce a stabilirne una. Ma son cose che non succedono, vero?

Torniamo al Medioevo per come lo ha scoperto Uriel. Medioevo: periodo compreso tra la caduta dell’Impero Romano e il primo viaggio di Colombo in America. Formazione del sistema feudale e origine degli Stati nazionali e della civilta’ comunale. Monachesimo, scisma d’Oriente, nascita dell’Islam. Economia curtense. Eccetera, continuate voi, sono i titoli dei capitoli della voce che Wikipedia dedica, appunto, al Medioevo.

Pensate che tutto questo entri nella visione urielliana della storia? Ma neanche per idea. Medioevo, ce lo scrive sopra, e’ per lui un periodo storico in cui i patrizi dominano sugli schiavi. Punto. E chi se ne frega se la schiavitu’ nel Medioevo, appunto, sparisce. Sono sottigliezze da umanisti. E chi se ne frega se “patriziato” e’ una cosa assai diversa da “nobilta’”: le famiglie patrizie sono quelle che governano i Comuni, come io personalmente spiegai a Uriel quando appunto di patriziato mi occupavo, mentre i nobili sono una altra cosa, diventano tali per nomina dell’Imperatore o del papa. Poi certo, ci sono diversi patrizi che ambiscono al titolo nobiliare e lo ottengono, e ovviamente passa ai discendenti (maschi, di solito). Tutta roba che gli ho spiegato. Ma evidentemente Uriel non ha capito un cazzo. Che sorpresa, vero? E vi banna. Aha. Isn’t it.

In breve: il Medioevo per come lo immagina Uriel non e’ mai esistito, se non nella sceneggiatura del film che lui si proietta da solo nella sua testa per dirsi da solo quanto e’ figo che si e’ lasciato tutto questo alle spalle, e voi -che ci vivete in mezzo- dovete applaudire e dire che ha ragione. E se non vi sente applaudire con convinzione, vi banna.

Capitolo 5 qui

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14 risposte a Storia lisergica dell’economia italiana. Cap. 4

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  4. Skilift ha detto:

    Beh, certo però gli anglosassoni hanno fatto molti più danni al mondo dei germanici. Questo è innegabile.

    • nahum נחום ha detto:

      e non dimenticarti dei semiti. Cazzo, quanti problemi quella gente ha causato.

      • Skilift ha detto:

        Non capisco perchè deve buttarla in burla o mettere in mezzo l’antisemitismo, che tra l’altro i semiti c’entrano molto poco con gli anglosassoni. Questi ultimi sono senza dubbio la “civiltà” che più ha ucciso, saccheggiato, fomentato guerre nella storia: indiani, aborigeni, guerra dell’oppio solo per citare alcuni esempi: ce ne sarebbero centinaia in ogni continente.

      • nahum נחום ha detto:

        Guarda, te lo spiego con calma. Ma ti casso alla prossima provocazione (vedi l’uso dell’espressione “semiti”, che io ho usato per prenderti per il culo, laddove tu ne parli come se fosse una categoria reale di persone).
        Questa affermazione e’ errata “i tedeschi hanno causato un sacco di morti”. E’ errata perche’ a causare i morti e’ stato il nazismo, sono stati i nazisti, sono stati i militari tedeschi, sono stati i politici tedeschi ecc. ecc.
        Anche la affermazione “gli anglosassoni hanno causato un sacco di morti” e’ sbagliata. Per gli stessi identici motivi. Tra gli anglosassoni non c’e’ il nazismo, ma spero che tu afferri comunque il concetto. A causare morti sono stati i militari, i politici ecc. ecc. anglosassoni.
        Questa altra affermazione, invece: “la civilta’ anglosassone ha causato piu’ morti di quella tedesca” non solo e’ sbagliata, ma e’ una puttanata razzista e antisemita. E’ infatti un pezzo forte della propaganda nazista e nazionalista tedesca in generale, e l’antisemitismo sta nel fatto che ci si immagina il mondo anglosassone dominato dalla finanza e dalla banca, settori in cui -per ragioni che non ti sto a spiegare (e non vedo nemmeno perche’ te lo dovrei spiegare) ci sono piu’ ebrei che cattolici, piu’ ebrei che gallesi, piu’ ebrei che scozzesi, piu’ ebrei che bolognesi.
        E’ roba che sta anche nei post di Uriel. Uriel e’ uno che se la prende ovviamente con la finanza anglosassone e con le sette che impongono restrizioni alimentari, praticano mutilazioni genitali e cercano la terra promessa, lungo giro di parole non per dire “ebrei”. Uriel ricicla cazzate della propaganda nazista. Infatti Uriel e’ un imbecille che vuole apparire piu’ tedesco dei tedeschi. Ma Uriel e’ anche all’origine di questa nostra piacevole conversazione. Naturalmente, sta a te mantenerla piacevole. Se invece vuoi continuare a ripetere la propaganda nazista da te amata, non lo fai qui. Uriel ti dara’ certo spazio.

    • Achille ha detto:

      Se la Germania fosse stata un’isola come la Gran Bretagna, forse avrebbero fatto anche di peggio.
      Certo è innegabile che gli inglesi siano stati i più grandi colonialisti della storia.
      Ma almeno con gli inglesi ci puoi dialogare.
      Se vai nei paesi anglosassoni (UK/USA/Canada/Australia/Nuova Zelanda) vedrai che non ti impongono di inglesizzarti (contrariamente alla Germania: se non vuoi germanizzarti ti aspettano lavori che loro considerano di serie B).

      Se un ragazzo che ha studiato va negli USA bene o male può trovare un lavoro corrispondente alla sua qualifica.
      In Germania chissà come mai c’è sempre qualche ostacolo, anche se hai 10 lauree.

      Bada che non sono io a dirlo. Prendi il sistema scolastico tedesco che è diviso in tre: il Gymnasium (studenti di serie A), la Realschule (studenti di serie B), e la Hauptschule (studenti di serie C). Se vai a vedere nel 99% dei casi il figlio di un immigrato finisce alla Realschule o alla Hauptschule (e questo limiterà le sue possibilità di accesso all’università).
      In Germania già a 10 anni ti dicono cosa sarai da grande. E questo semplicemente in base a quanto parli bene il tedesco.
      Penso che non ci sia altro da aggiungere.

    • Achille ha detto:

      Non perdetevi questa chicca di Uriel:

      “Essendo l’inglese un dialetto germanico, funziona abbastanza bene perche’ la distanza semantica e’ piu’ bassa.(2)”

      Capite? L’inglese, che è PIU’ parlato del tedesco, sarebbe un suo dialetto. Come dire che l’italiano è un dialetto del napoletano. Mirabile logica Urieliana.

      • Vuk ha detto:

        Beh, la cazzata c’è, ma un po’ meno grossa per certi versi, più grossa per altri.

        L’inglese è una LINGUA germanica. Come è una lingua germanica l’islandese o il tedesco stesso. Penso che qui intendesse in questo senso.
        Definirlo un dialetto credo sia demenziale.
        Anche se effettivamente in passato, quando voleva insultare facendo il figo gli inglesi (era un post intero dedicato) definiva la loro lingua, mi pare, “ridicolo dialetto danese”. Faceva il figo “togliendogli” lo status di lingua (nel suo universo immaginario può farlo: decide tutto lui, partendo dal menu della settimana in mensa fino ad arrivare alla geopolitica mondiale).
        Non penso sia questo il caso. Penso sia semplicemente che si informa poco di quello di cui parla e quindi gli sia sfuggita la differenza “sottile” tra lingua e dialetto.

        Ecco, riguardo al dialetto credo ti sbagli. Non è una mera questione di numero di parlanti a fare la differenza tra lingua e dialetto. Anche se ad assistere al dialogo calcistico tra certe persone si direbbe di sì.
        Per dire il napoletano (in inglese neapolitan) è effettivamente una lingua riconosciuta che va dal sud del lazio fino ad arrivare a “due terzi” della puglia, con tutte le sue varianti dialettali. Invece quello del Salento è un dialetto(/lingua?) siciliano ma non potrebbe essere definito dialetto del napoletano.

        Ad esempio leggevo qualche settimana fa che all’italiano scritto è più vicino il corso (forse anche il gallurese) che non il romanesco “puro”. Tanto che paradossalmente potrebbe essere considerato un dialetto dell’italiano (toscano) a maggior ragione il corso.

      • nahum נחום ha detto:

        “Una lingua e’ un dialetto con un esercito” (proverbio yddish)

      • Vuk ha detto:

        Bel proverbio, davvero. Dal punto strettamente linguistico forse non è totalmente vero (non potrei davvero contestare nè dare ragione), però va dritto al punto, tipo “ehi, è così che va il mondo”.

        E in effetti è vero anche per l’italiano.
        In fondo, se non erro, è l’italiano che è un dialetto toscano con una sua evoluzione. Però noi chiamiamo “dialetto” la lingua dei toscani. Ma la toscana non ha un esercito suo, l’Italia sì.

  5. Achille ha detto:

    Ti ringrazio Vuk, alcune cose che hai riportato non le sapevo (però, avendo origini campane, sapevo che il napoletano è ufficialmente riconosciuto come lingua).

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