Grazie Israele

Golda Meir raccontava di quando, bambina, vide per la prima volta il Primo Maggio a New York. Non ci poteva credere: poliziotti che proteggevano i manifestanti, una cosa impensabile nella Russia zarista in cui lei era nata. Oggi lo diamo per scontato, per lei fu uno shock, ricordava di essersi messa a correre per lo spavento non appena vide i poliziotti a cavallo.
Guardo le foto del Gay Pride a Gerusalemme, l’unica città del Medio Oriente in cui la polizia protegge la comunità LGBT anziché bastonarli e penso che tra qualche anno, anche questo sarà normale in tutto il Medio Oriente.
Grazie Israele, Paese della speranza.

(dedicato ai fessi che pensano sia giusto dividere questa città, e regalarne metà a qualche regime autoritario, teocratico, ed ovviamente omofobo. Ma arabo, e questo non si capisce come mai sarebbe una buona ragione)

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Una risposta a Grazie Israele

  1. rachelgazometro ha detto:

    Sì, grazie davvero.
    È emblematica l’immagine dei due uomini sotto la Kuppa’ che rompono insieme il calice nuziale (per chi non lo sapesse nei matrimoni etero è l’uomo che compie quel gesto).

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