Lezione di filosofia della storia

Ieri sera ho conquistato la posizione più ambita della casa, cioè davanti alla TV. E son pure riuscito a mettere le mani sul telecomando, dopo una serie di imboscate. Avevo  attentamente pianificato il tutto ore prima, vale a dire da quando avevo saputo che la BBC avrebbe mandato in onda un documentario sulla Mayflower. Si tratta ovviamente della risposta inglese al Thanksgiving, che gli americani hanno appena festeggiato e che la Beeb si sente in dovere di commentare con un very British whatthefussisallabout. Ma siccome qui le cose le fanno per bene e siamo nell’epoca postmoderna, lo hanno intitolato Behind the Myth. Il modernista dentro di ma ha deciso che era una cosa interessante.
Non imparerò mai a mettere a letto i miei figli come fanno i genitori inglesi. Alle otto di sera i tre sono ancora a zompare per casa, altro che pigiama e ninnananna. Sicché il mio maggiore si è arrampicato accanto a me e lo abbiamo guardato assieme. E io mi riempivo di orgoglio nel vedere che il mio piccolo riusciva a leggere il manoscritto di Of Plymouth Plantation ogni volta che veniva inquadrato. Nel contempo mi toccava rispondere alle sue domande sulla storia religiosa dell’Inghilterra nel XVII secolo.
Per esempio chi erano i puritani e perché li si chiamava Separatisti:
“Se avessero saputo che io sono amico di Omar, che è musulmano, avrebbero detto che avevo il diavolo dentro di me?”
“Sì, ma anche altri cristiani. Per esempio quelli che vanno alla chiesa qua accanto erano per loro corrotti, e quelli della chiesa con le finestre blu, erano corrotti anche loro… e poi ogni sera si facevano un esame di coscienza, e tutto quello che veniva dall’esterno per loro era male, era diavolo. Credevano solo a quello che secondo loro stava scritto nella Bibbia. E ritenevano che nella Bibbia ci fossero le istruzioni per comportarsi quando arrivava la fine del mondo…”
“E dopo? Dopo la fine del mondo?”
“Ci sarebbe stato, pensavano loro, il paradiso per tutti. Da mangiare per tutti, per esempio. E nessuno che moriva più. E non più malattie.”
“Dovevano soffrire molto, se credevano a tutto questo!”
“Beh certo, hai sentito? C’erano state due carestie di seguito… In quei tempi bastava una carestia di un anno per fare la fame, figurati due… E poi c’erano guerre…”
“Ma facevano guerra, i Separatisti?”
“Alcuni sì, ma questi no.”
“Ah, aspettavano solo la fine del mondo.”
“Già.”
“Erano convinti che sarebbe successo. Ma intanto non facevano male a nessuno.”
“Infatti. Però poi quando è andato al potere Giacomo I…” Qui mi sono accorto che stavo girando attorno alla faccenda. Siamo in Inghilterra da sette anni, ogni anno mio figlio festeggia il Guy Fawkes ed io ancora faccio fatica a dirgli che i cattolici hanno perseguitato i protestanti. Grazie al sistema scolastico italiano, che ti pianta nella testa l’idea che i cattolici sono sempre perseguitati e vittime, mai carnefici.
E nel contempo mi sono accorto che stavo raccontando a mio figlio non solo i puritani ed i Padri Pellegrini, roba che secoli fa ha dato origine alla più duratura democrazia della storia, ma anche del perché si diventa comunisti, le ragioni e i fallimenti della loro utopia. Sarà lo spettro di Fidel Castro.
“Però che strano, abba. Erano fanatici, conoscevano una sola religione, ed hanno fondato gli USA dove c’è posto per tutte le religioni.”
“Eh già. E’ strana la storia.”
“E quelli che pensano di poterla controllare!”

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