Metafore familiari

Una volta ero convinto che la relazione tra ebrei e sinistra europea fosse simile a un matrimonio finito. C’era stato tanto idealismo, all’inizio. Gli ebrei credevano di aver trovato un partner che condividesse ideali ed inclinazioni, e la sinistra marxista idem. Si cresce, si cambia.

A un certo punto ambedue i partner prendono una sbandata. Gli ebrei per il sionismo e successivamente, quando Israele si sposta nel campo atlantico, per gli USA. La sinistra europea prende una sbandata per il terzomondismo, che poi si è ridotto alla sola causa palestinese. Ambedue le parti accusano di essere stati traditi, e come in tutti i divorzi si susseguono accuse e risentimenti. “Tu sei diventato fascista!”. “Taci te che hai stretto una alleanza con i nazisti!”.

E concludevo il mio apologo dicendo che occorreva superare la fase del divorzio e cercare di diventare, se possibile, amici. O almeno imparare a rispettarsi. Dopotutto c’erano di mezzo i figli, una generazione di ebrei nati tra Seconda Guerra Mondiale e Guerra dei Sei Giorni che si trovava lacerata e costretta a scegliere la propria appartenenza tra due figure parentali in conflitto, ma illudendosi che ancora si volessero bene.

Ma guardando cosa succede nel Partito Laburista mi sto convincendo che la relazione assomiglia sempre più a una serie di violenze familiari. Uno di quei matrimoni in cui il marito, i partiti della sinistra, è violento e l’altro, gli ebrei, si illude di commuoverlo e di poterlo cambiare, magari di ritornare ai primi tempi del matrimonio, quando l’uomo non aveva ancora rivelato di essere lo stronzo che è.

Ascoltate l’intervento di questa parlamentare laburista ed ebrea, durante un dibattito alla Camera dei Comuni. Racconta una parte delle minacce e delle violenze che ha subito. Ah, mentre lei parlava Jeremy Corbyn è uscito dall’aula. Uno si chiede se sarebbe uscito se il dibattito fosse stato, chessò, su Islamofobia e razzismo dentro il Partito Conservatore. Comunque ecco qua. Scene di vita ebraica dentro il Partito Laburista.

Le donne che finiscono con un partner violento sono psicologicamente manipolate da un partner che racconta loro che là fuori è pieno di nemici (o di antisemiiti) e che lui solo le può difendere. Quante volte ve la hanno ripetuta la storia dei carri armati sovietici che sono entrati ad Auschwitz? E che per questo bisognava essere grati a Stalin, che poi ha anche riconosciuto Israele?  Quante volte vi hanno raccontato che là fuori, dove ci sono i liberali o i radicali, in realtà si nascondono i fascisti, o i nazisti,  razzisti ed antisemiti? Quante volte vi hanno raccontato che i loro genitori hanno protetto degli ebrei?

Gli ebrei che decidono di restare nel Partito Laburista e pensano di fermare l’ondata di razzismo antisemita che rischia di travolgerli, assomigliano sempre più alle donne vittime di violenza.  Negano la realtà, perché non vogliono ammettere a sé stesse di essersi sbagliate, ed aver ignorato  indicazioni di segno contrario. Insultano amiche ed amici che cercano di avvisarle, e con loro (per la delizia del marito violento) tagliano ogni rapporto.

Sapete cosa succede quando le donne iniziano a denunciare le violenze. Ci sono quelle che se ne vanno subito di casa, ed affrontano il fallimento della relazione, chiudendo la pagina e cercando di andare avanti. E poi ci sono quelle che rimangono. Sperando di chiamare attenzione. Succede invece l’opposto. L’attenzione sparisce. Amici, parenti, spettatori e magari anche giudici ed avvocati non vedono più le violenze ma solo una serie di discussioni, magari anche accese, all’interno di una coppia, dove nessuno dei due ha completamente ragione o completamente torto quindi meglio non immischiarsi.

Può essere che dentro il Partito Laburista siamo già a questo punto. La stampa ed i media dedicano molta attenzione al dibattito interno al Partito, violenze e minacce vengono denunciate con molto clamore e tutti prendono dovutamente nota degli impegni di Jeremy Corbyn. Come potete non fidarvi di lui? Viene da una famiglia antifascista! 

Intanto nessuno viene espulso ma al limite solo sospeso (ehi, è una faccenda interna, come pensate di intromettervi!) e dopo pochi mesi riammesso in sordina. I tweet e gli insulti in cui “Sionista” è un insulto o il preannuncio di qualche scarica di botte? Bhe, come potete provare che vengano da noi, sarà stato qualche conservatore. E comunque ci sono altre minoranze vittime di abusi e violenze, mica potete pensare di essere i soli. Basta con questa infantile ricerca di attenzione.

E smettetela di cercare di infangare l’immagine del Partito. Stanno arrivando le elezioni, dobbiamo stare uniti, là fuori è pieno di fascisti. In effetti, no. Il BNP è in bancarotta, non riesce a pagare i creditori e figurarsi a presentare le liste. Il partito dei fascisti inglesi non esiste più. Indovinate quale partito pensa di votare il loro leader.

 

Questa voce è stata pubblicata in uk. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Metafore familiari

  1. ysingrinus ha detto:

    Desolante, molto desolante.

  2. Finrod ha detto:

    guarda, arrivo da due giorni di discussioni sul solito sito dove un paio di anni fa mi hanno detto che ero Zanardo. Abbiamo parlato delle “solite cose”. Con gente di sinistra. Brave persone (e questa è la cosa più terribile), ma è impossibile, impossibile far loro ammettere che ci possa essere dell’antisemitismo nel pogrom di Hebron del ’29 o nella dichiarazione di Abu Mazen che dei rabbini avvelenano i pozzi. No, è solo “una questione politica”, il razzismo non c’entra. Alla fine un altro ha scritto che da come me la prendo e da come sono informato ho un “bias di appartenenza”. Volevo quasi dirgli che come tutte le questioni di diritti civili riguardano tutti, ma non ce la facevo più e ho lasciato perdere.

    • nahum נחום ha detto:

      Ti autorizzo a dare a questi simpaticoni il recapito della mia sinagoga e la mia e mail, cosi’ li convinco che siamo due persone diverse. Ho dato una occhiata a quel che scrive De Luca e mi sa che il Contadino della Galilea ha trovato un nuovo obiettivo.

      • Finrod ha detto:

        no, no, questi sono di altro livello rispetto al pazzoide che mi accusava di essere te (o magari voleva essere un complimento, chissà). Mi hanno (mi ha) solo preso per ebreo 🙂
        Il fatto che non siano dei pazzoidi, o che siano chiaramente delle “brave persone” è quello che rende il tutto più desolante.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...