La triste vita sessuale di Leonardo Tondelli

No, ma secondo voi, come si fa seriamente a sostenere che non si deve parlare di patriarcato perché si rischia di offendere il Sud del mondo? Se io penso a una società patriarcale mi vengono in mente, chessò, i mormoni che sono probabilmente la più americana delle religioni, nata e sviluppatasi tutta in Nord America. Ma a quanto pare c’è in giro qualcuno che pensa che i discorsi sulla società patriarcale ed il bigottismo fanno parte di una specie di congiura per tenere a bada “il sud irrequieto”. Anche se probabilmente questo tizio non sta pensando alla difesa del buon nome della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (che ha nove sedi in Sicilia e solo quattro in Piemonte)

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Se ancora non lo avete capito, questo difensore del Sud del Mondo è Leonardo Tondelli. E il paragrafo di cui sopra fa parte di un pezzullo pubblicato in data 15 settembre 2016 (lo linkerei ma Leonardo non ama che i suoi link compaiano in questo blog) dedito a commentare il suicidio di Tiziana Cantone. Ed è in effetti un pezzullo deprimente: mostra che l’autore è rimasto psicologicamente incastrato in qualche punto del periodo che va dall’11 settembre alla guerra in Afghanistan e ancora adesso si prepara a sferrare quel che lui crede sia un colpo vincente: “non abbiamo il diritto di andare dalle donne musulmane ed imporre loro il nostro modello di emancipazione, che ne sai tu, magari loro sono contente di condividere lo stesso marito” (curiosamente questa argomentazione non viene mai agitata a favore dei mormoni fondamentalisti, si vede che la poligamia non è uguale per tutti).

Ma attenzione, c’è di peggio. Voilà:

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In questo momento Leonardo si sta associando al coro moralista di chi, a cadavere ancora caldo, spiega che in qualche modo la ragazza se la è andata a cercare, fai la zoccola, accendi la telecamera, fai un video e che altro ti aspetti. Sono cazzate che dicono in tanti.

A queste cazzate Tondelli aggiunge una cosa interessante e a suo modo molto personale. Voglio dire, provate ad immaginare come è triste la vita di uno che immagina che il proprio corpo sia SEMPRE E PERENNEMENTE sottoposto a giudizio, fin dalla nascita. Ecco, lui immagina che vivere sotto lo sguardo di questo perenne superego sia perfettamente normale. E non sa immaginare relazioni diverse.

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Il suicidio di Tiziana Cantone diventa per Tondelli l’occasione che in ogni relazione sessuale c’è sempre del potere, della violenza e della sottomissione. E che il tuo corpo è sempre sottoposto a giudizio.

Ripeto: provate a pensare che vita triste conduce costui.

Ora, naturalmente, sarebbe troppo facile rintracciare elementi di pedagogia cattolica pre-conciliare in questa faccenda che il corpo va esaminato coscienziosamente ed ogni traccia di sessualità comporta comunque fare i conti con sottomissione violenza e punizione. E siccome l’antisemitismo nasce dall’idea che gli ebrei sono incontrollabili e/o cercano di sottomettere i cristiani, per me questi passaggi sono davvero interessanti.

Ma preferisco non sprecarci molto tempo. Se fossi un genitore e sapessi che i miei figli potrebbero avere a che fare con un insegnante convinto che il perenne giudizio sul loro corpo sia un dato di fatto incontestabile e che la sessualità comporta sempre della violenza, sarei davvero, davvero preoccupato.

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7 risposte a La triste vita sessuale di Leonardo Tondelli

  1. ysingrinus ha detto:

    Ma è peggiorato in questo periodo?

  2. terg ha detto:

    Non capisco cosa ci sia di normale nel farsi riprendere con cazzi in bocca per poi pentirsene.
    Sara Tommasi cosa dovrebbe fare? suicidarsi 10 volte?

    • nahum נחום ha detto:

      Il punto e’ che se né lei, né gli altri 10 sono stati costretti e/o hanno offeso qualcuno, non ci dovrebbe essere una pressione sociale che spinge solo le donne a pentirsi. Perché il punto è quello. Chi ha il cazzo non si pente.

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